Sicurezza
Anche la Rta Il Castiglione rinviata in Corte di appello
Caso Pinolia, parla il difensore: la clausola contrattuale era ben nota al giudice E l’Agenzia delle entrate nel 2006 riteneva corretta la classificazione in A2
GROSSETO. C’è un altro procedimento penale relativo a lottizzazioni ritenute abusive che si avvia a entrare nelle aule della Corte di assise di appello.
È quello della Rta Il Castiglione, per il quale il 16 dicembre dell’anno scorso il giudice di primo grado aveva pronunciato sentenza di assoluzione. Nel maggio scorso la Procura aveva impugnato il provvedimento saltando il secondo grado di giudizio e rivolgendosi direttamente alla Cassazione. Che adesso ha deciso: tutto vada in Appello.
«La terza sezione della Cassazione - dice l’avvocato Pier Francesco Angelini che tutela le parti civili del procedimento, cioè gli acquirenti degli alloggi - cioè la stessa che ha trattato il caso di Verde Pinolia, all’udienza dell’11 ottobre scorso ha disposto il rinvio alla Corte di appello. Ma le motivazioni non sono state ancora depositate. E poiché questo è un procedimento per saltum non sono in grado di anticipare nulla. Aspettiamo».
Intanto, per Verde Pinolia, interviene l’avvocato Massimiliano Arcioni, difensore di Aldo Faralli, portando alcune osservazioni alla stigmatizzazione delle «carenze motivazionali» della sentenza assolutoria di appello operata dalla Suprema corte. In riferimento al presunto mancato esame dei contratti stipulati «mi limito a riportare alcuni passaggi: “nei suddetti atti le parti si impegnavano anche nei successivi rogiti a inserire la clausola con cui mettevano a conoscenza i successivi acquirenti degli obblighi di cui alla legge regionale 42/200” e “la clausola 3 di tutti i contratti di vendita richiama l’obbligo del conferimento dell’appartamento alla gestione unitaria” (si tratta peraltro di una clausola di ben 3 pagine). Mi pare sia agevole comprendere se il giudice dell’appello avesse letto o no i contratti». E a proposito del classamento catastale, la Corte di appello «aveva richiamato espressamente la circolare 4 del 2006 della direzione dell’Agenzia del territorio, che ancora nel 2006 riteneva perfettamente corretto il classamento in A2 per le singole unità abitative. Cosa doveva fare di più il costruttore?».
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