Il Tirreno

Grosseto

Sciopero degli addetti Ospedali senza pulizie

di Maurizio Bernardini
Sciopero degli addetti Ospedali senza pulizie

Il 14 novembre i lavoratori della Coopservice incroceranno le braccia in tutta la provincia: 35 posti a rischio, ma si apre uno spiraglio con la Regione

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GROSSETO. Le vestaglie a strisce della Coopservice giovedì 14 incroceranno le braccia. La decisione è stata presa ieri – all’unanimità – durante una vivace assemblea dei lavoratori. Saranno garantiti solo i servizi basilari, così come prescritto dalla legge.

La protesta segue di pochi giorni l’avvio della mobilità per 35 dipendenti. Una via percorsa dalla cooperativa che garantisce il servizio di pulizia degli ospedali maremmani in seguito ai tagli subìti dall’Asl9, a sua volta penalizzata dalla spending review. Ma qualche spiraglio – grazie a un intervento regionale – con ulteriori servizi dati in appalto a Coopservice, potrebbe aprirsi.

A tornare sull’argomento è la Filcams Cgil, con Andrea Ferretti: «Lo sciopero sarà provinciale. Presidieremo villa Pizzetti dalle dieci del mattino». Principale obiettivo è quello di far tornare sui suoi passi l’impresa, arrivando a un compromesso che contempli «una minima riduzione del monte ore, ma certo non dei dipendenti».

Intanto martedì scorso la faccenda è giunta alle orecchie dell’assessore regionale alla salute, Luigi Marroni. L’occasione l’ha data il tavolo permanente sulla revisione della spesa. Lì sono arrivate le prime importanti novità. L’uomo della giunta ha infatti rassicurato tutti, «garantendo – dice ancora Ferretti – che darà una mano per riportare la questione su binari giusti. L’assessore non tollera questa sorta di ricatto che hanno messo in piedi alcune cooperative, avviando tagli prima ancora di aver aperto una discussione. Da parte nostra abbiamo chiesto alla Regione un intervento politico che sblocchi le procedure di mobilità».

Insomma, tutto sta assumendo una dimensione più ampia, tanto che al primo intervento del presidente della Provincia di Grosseto Marras, pare affiancarsi ora il supporto di Firenze. Anche perché di posti di lavoro a rischio ce ne sono parecchi anche a Pisa, con quasi cento dipendenti di mense e pulizie degli ospedali in mobilità, così come presto potrebbe muoversi qualcosa addirittura in terra fiorentina, sponda Careggi. «E in ognuna di queste realtà il taglio è stato o si appresta a essere del 25 per cento. Pare – sottolinea Ferretti – che abbiano “fatto cartello”».

Per ora, comunque, qualche scappatoia sembra spuntare: in passato si è discusso di ulteriori servizi da dare in gestione alle cooperative che devono ridurre i costi, in modo da scongiurare licenziamenti. Al Misericordia, in particolare, la voce che circolava era quella dell’affidamento del trasporto dei barellati agli uomini Coopservice. Un’eventualità che ancora oggi tiene banco e che potrebbe rappresentare una via d’uscita preziosa per i dipendenti: «L’assessore stesso – conclude Ferretti - ha aperto a soluzioni alternative d’impiego. Certo è che non puoi dire “Io intanto taglio, poi se mi dai qualcosa magari reintegro”».

La prossima settimana è atteso un ulteriore incontro che coinvolgerà anche l’assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini. Lì, presumibilmente, anche l’Asl9 che sino a oggi si è tirata fuori, dovrà rientrare in gioco.

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