Il dolore
«Noi capoluogo? Giusto così Ma i problemi saranno enormi»
GROSSETO. «Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto sul riordino e la riduzione delle Province. Dunque, al netto di modifiche dall’imminente sentenza della Corte costituzionale, il dado è...
GROSSETO. «Il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto sul riordino e la riduzione delle Province. Dunque, al netto di modifiche dall’imminente sentenza della Corte costituzionale, il dado è tratto e ci attendono le conseguenze di quello che nei prossimi mesi diventerà un organo di secondo livello, privo di legittimità popolare e spesso lontano dai cittadini».
Queste le prime parole del sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, appresa la decisione del governo che – tra l’altro – sembra indicare definitivamente la capitale della Maremma come capoluogo della megaprovincia della Toscana meridionale. «Certo – prosegue il primo cittadino – Grosseto dovrebbe essere capoluogo della provincia più grande d’Italia, considerando che Arezzo può restare da sola e che la legge parla molto chiaro sull’assegnazione del titolo alla città più popolosa, ma questo è solo un aspetto. In molti tenderanno infatti a concentrarsi sulle sfumature campanilistiche, perdendo spesso di vista la questione centrale legata alla qualità dei servizi offerti ai cittadini o alla scomparsa, in molte ex Province, di tanti uffici periferici dello Stato. Con la conseguente concentrazione delle competenze in quelli sopravvissuti». Insomma, per Bonifazi il futuro non è poi così roseo: «Per non parlare del passaggio di tanti compiti ai Comuni, in molti casi non attrezzati a riceverli, e alle Regioni, inaugurando una nuova forma di centralismo. Per Grosseto e la Maremma si tratterà comunque di una sfida: quella di incidere, insieme al nascente ente di secondo livello che sostituirà la vecchia Provincia, sulle dinamiche di un territorio sconfinato».
Ma quella del matrimonio con Siena era l’unica soluzione percorribile? Non proprio, e infatti Bonifazi ricorda come sia stato lui stesso ad aver sottolineato più volte la possibilità di un’unione con la parte nord del litorale, sotto Livorno: «Ma alla fine ha vinto, a parte la deroga ad Arezzo, l’impostazione stabilita dal governo. Ne prendiamo atto e ci impegniamo da subito a lavorare per dare solidità e omogeneità alla azione amministrativa della nuova realtà che si va formando con Grosseto capoluogo». (m.b.)
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