Sicurezza
Mare Sì: un milione di euro per ripartire
La società sta valutando i danni per la chiusura del villaggio ma ancora non ha deciso se fare causa
FOLLONICA. Una richiesta per risarcimento danni? «Non è all’ordine del giorno, adesso la cooperativa ha altre priorità».
Parla così, il legale della Mare Sì, Fabio Conti, il giorno dopo l’annuncio della riapertura del villaggio turistico.
Troppo presto per dire qualcosa in più su come andrà avanti questa vicenda, non è tempo ora di sbilanciarsi, ma neppure l’ipotesi che dalla proprietà del villaggio turistico arrivi contro l’amministrazione follonichese un’istanza di indennizzo per i mancati guadagni del periodo di chiusura, viene esclusa a priori.
Certo è che nel commentare l’avvenuta conclusione della diatriba tra Mare Sì e Comune sia l’avvocato che il presidente della cooperativa Ottavio Verdi non fanno elogi o ringraziamenti all’amministrazione follonichese, anzi. «Meglio tardi che mai», dicono infatti, perché a loro parere quelle criticità che hanno fatto scattare il provvedimento a carico del villaggio erano state rimosse già un anno fa. «Il peso dei due anni di chiusura forzata del villaggio la cooperativa lo ha sentito proprio tutto», continuano. Ora la priorità come spiega lo stesso presidente Verdi è quella di ottenere i finanziamenti necessari per fare fronte ai lavori di manutenzione in vista della riapertura del villaggio la prossima estate. «Un progetto estremamente oneroso», dice Verdi che non si sbilancia in cifre certe, ma che secondo stime approssimative dovrà essere speso circa un milione di euro. Poi ci sarà da pensare alle assunzioni, per far funzionare una struttura del genere serviranno una trentina di dipendenti, più dovranno essere attivati dei contratti d’appalto con aziende del territorio. Ma qualcosa che non va c’è: nel testo dell’ordinanza ci sono alcuni aspetti che non piacciono molto alla controparte.
Primo fra tutti un passaggio in cui l'amministrazione afferma che soltanto a settembre di quest'anno Mare Sì ha comunicato al Comune di Follonica l'eliminazione delle criticità. «La cooperativa - spiega l'avvocato Conti - ha inviato il 7 novembre del 2011 al Comune di Follonica e ai suoi legali, una raccomandata in cui comunicava che erano stati rimossi tutti quegli elementi che, ad avviso dell’amministrazione, costituivano causa di lottizzazione abusiva cartolare. Sostanzialmente nulla di più è stato fatto da allora ad ora, perché il Comune non lo aveva chiesto. Adesso che lo ha chiesto è stata eseguita un'ulteriore, ancorché formale e pletorica modifica dello statuto». Quindi la situazione poteva essersi conclusa già 12 mesi fa: ciò fa dedurre che a giudizio della Mare Sì un’irregolarità è stata commessa.
Un secondo aspetto che l'avvocato Conti intende sottolineare riguarda lo sconto ai soci. «Il Comune scrive che lo sconto verrà applicato secondo buona fede e comunque all'interno della vigente prassi commerciale. Torno a ribadire una volta di più che lo sconto ai soci ha la sua ragion d'essere nella mutualità e non nelle comuni regole commerciali. Mi spiego meglio: se ad esempio la cooperativa decide di fare lo sconto ai dipendenti delle Ferrovie dello Stato lo fa per motivi commerciali al fine di incentivare nuove presenze nel villaggio turistico. Mentre ai soci la cooperativa riconosce uno sconto, perché è obbligata dalla legge e dal proprio statuto a dare loro un vantaggio mutualistico».
Un concetto chiave sul quale le due parti si sono scontrate e non poco, se pur indirettamente: i soci non sono dei normali clienti secondo la Mare Sì, mentre per il Comune sì. Qualche sassolino è rimasto, questo è palese. Per capire quale sarà il vero finale della vicenda la città dovrà attendere ancora, intanto la cooperativa pensa a sistemare il villaggio turistico per poter nuovamente aprire i battenti e a riassumere quelle persone che se3rviranno a mandare avanti la struttura. (p.v.)
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