Il dolore
Il baby assessore che sfida Renzi
Un ventenne del Pd nella giunta di Scarlino. È il più giovane d’Italia, ma non chiamatelo rottamatore
SCARLINO. Ha un diploma in ragioneria, al momento è senza lavoro e con i suoi 20 anni è il più giovane assessore d’Italia.
Luca Niccolini entra col botto nel mondo della vita amministrativa, dopo un bel po’ di gavetta nelle varie segreterie giovanili del Pd maremmano.
«Rinnovazione», l’ha definisce il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, che ieri gli ha conferito le (importanti) deleghe ai lavori pubblici, alla viabilità e al trasporto. Quelle che furono del compianto Enio Zanaboni.
Rinnovazione, e guai a parlare di “rottamazione”: «Io sono contrario alle idee di Matteo Renzi», spiega Niccolini. Che, tra l’altro, è il coordinatore del comitato pro Bersani di Scarlino in vista delle primarie.
In un certo senso, è una sorta di bis da parte di Bizzarri: già due anni fa infatti provò a battere il record della giovane età conferendo l’assessorato al turismo ad Arianna Picci, oggi 23 anni, riuscendo però solo a battere la soglia delle quote rosa. C’era un ragazzo, un giovane assessore, più in erba di lei. Ed è stata proprio la Picci ad aprire la strada a Niccolini: «L’ottimo lavoro svolto da Arianna, soprattutto per quanto riguarda la tassa di soggiorno, mi ha fatto prendere la decisione di potermi di nuovo affidare a un giovane», spiega Bizzarri.
Stavolta però, sulla questione “da guinness”, ha fatto centro: fino a ieri era Paolo Cuozzo, nel Salernitano, a detenere il record, con 21 anni e nove mesi. Niccolini ne ha compiuti 20 ad agosto. E la politica ce l’ha nel sangue. Il nonno Ecilio, socialista vecchio stampo, è stato assessore a Scarlino, mentre lui, il nipote, ha già ricoperto alcuni ruoli nel partito. Membro prima e segretario poi della giovanile di Follonica, da qualche tempo fa parte anche della segreteria provinciale. Tutto Pd.
«Io ho iniziato con il Pd», spiega Niccolini. Ma l’età con la “rottamazione” non c’entra niente. «Secondo me la miscela giusta è tra giovani e meno giovani. Io sono contro ai rottamatori e alle idee di Renzi», dice spavaldo, tra gli amichevoli inviti alla calma di alcuni colleghi e gli incitamenti di altri: «Se questa grinta non si ha a vent’anni quando si ha?».
Il giorno della sua presentazione (ieri) arriva nell’ufficio del sindaco in giacca e cravatta, con una cartellina e l’aria sicura di sé. «La mia ambizione? Fare bella figura, in modo da ripagare la fiducia nei miei confronti, e portare avanti il lavoro di Enio».
Parla con determinazione e risponde preciso alle domande dei cronisti («Davvero? Io mi sono sembrato impacciato» scherza alla fine). Dà insomma l’impressione di aver già parlato in pubblico. «Con la segreteria di Follonica abbiamo organizzato diverse iniziative, come il consiglio comunale dei giovani».
Oggi però il suo ruolo è un altro. E le deleghe che gli sono affidate sono tutt’altro che uno scherzo. «Ora farò il punto con gli uffici per rendermi conto della situazione», spiega. Perché il punto di partenza è già segnato: ripartire da dove il destino ha fermato Zanaboni.
«Vado a ricoprire il ruolo di un amico», dice Niccolini. Partendo proprio da uno «dei progetti che stava particolarmente a cuore a Enio»: la scuola elementare dello Scalo. Ma ci sono anche nuove responsabilità, dettate dal governo di Roma, che ha cambiato le funzioni che, per un Comune come quello di Scarlino, devono essere associate. «Inizierò a breve un dialogo con gli uffici e gli assessori di Gavorrano, per vedere come procedere».
Insomma, il lavoro (per circa 200 euro al mese) non manca. «Mi vedranno spesso in Comune da adesso in poi a rimbalzare nei corridoi. Andrò a trovare gli operai e parlerò con loro. Il lavoro sarò difficile, ma mi farò carico delle mie responsabilità».
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