Attenzione
A dicembre si torna al lavoro
Più controlli sul trattamento dei liquidi, ambientalisti all’attacco
SCARLINO. Scarlino Energia: tra ripartenza e controlli. Ora che sono arrivate le nuove autorizzazioni all’inceneritore la società guarda al futuro. E non è la sola: ci sono anche gli enti pubblici (Provincia e Comune di Scarlino) che progettano i controlli in vista della nuova riapertura dell’impianto. Senza contare poi gli oppositori, vedi ambientalisti e Comune di Follonica, già pronti a ricorrere al Tar anche per la nuova Aia. Ma intanto nell’inceneritore del Casone si lavora per poter riaccendere i forni il prima possibile e riassorbire di conseguenza i 60 lavoratori da mesi in cassa integrazione. «Nelle prossime settimane, con l'intensificazione delle operazioni di preparazione al riavvio delle attività, è previsto il rientro graduale di tutto il personale» spiega la società in una nota. «Il primo passo del programma per realizzazione del progetto è la ripresa dell'attività dell'impianto di recupero energetico. Secondo il cronoprogramma aziendale, il riavvio delle linee di combustione è stato pianificato per il mese dicembre». Infatti il mese di novembre sarà necessario per esplicare alcune attività intermedie. Come la ricerca del materiale da incenerire, contattando i rifornitori e riprendendo il solito flusso di materiali. Poi c’è tutta una parte tecnica a cui dover far fronte. L’impianto è fermo da nove mesi e necessita di interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Insomma, c’è da metterlo di nuovo in moto. Fase intermedie che comunque prevedono il reintegro di alcuni dipendenti, poco a poco a seconda del lavoro da svolgere. Se in questo senso non ci saranno intoppi, l’attività riprenderà a pieno regime a partire dalla prima metà di dicembre. Ma a lavoro in vista dell’imminente futuro non c’è soltanto la società. Anche gli enti pubblici stanno organizzandosi, soprattutto in chiave di controlli. Non solo per quanto riguarda l’inceneritore, ma tutto il polo industriale del Casone. Dalla Provincia, l’assessore all’Ambiente Patrizia Siveri ha già fatto sapere che saranno rinforzati, grazie al mezzo mobile per la misurazione della qualità dell'aria, dotato di due analizzatori che rilevano la concentrazione di acido solfidrico e composti di zolfo. «Con questa operazione - spiega Siveri - andiamo ad incrementare i controlli pubblici sulla qualità dell'aria nella zona industriale del Casone, nel comune di Follonica, e nelle aree geotermiche dell'Amiata e delle Colline Metallifere». Ma forse non basta. Lunedì sera, durante la consulta del mare di Scarlino, sono state sollevate delle preoccupazioni circa il trattamento dei liquidi previsto nel nuovo progetto di Scarlino Energia, che andranno a incidere in quello che viene definito Canale Solmine. Nel progetto, sono previsti dei monitoraggi in questo senso ogni 4 anni. Ma il Comune di Scarlino, sede d’impianto, vuole chiedere monitoraggi annuali. Con la possibilità, però, che questa ipotesi si sia già materializzata nelle prescrizioni date da Arpat in sede in conferenza dei servizi.
Alfredo Faetti
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