Gioco
La sanità in Regione L’Amiata si interroga sul futuro dei servizi
Oreste Giurlani e Claudio Franci davanti alla IV commissione «Dopo la chiusura delle Sds, più forza ai piccoli ospedali»
AMIATA. Sanità, una spina nel cuore di istituzioni e politici dell’Amiata. Siamo alla stretta finale, con l’audizione regionale sulla sanità nei territori montani: preoccupazioni e richieste poste alla IV commissione da Uncem, sindaci, presidenti SdS montane e amministratori dei territori montani che sono andati a Firenze per chiedere certezze istituzionali sui servizi socio-sanitari.
La delegazione di Uncem Toscana guidata dal presidente Oreste Giurlani, di cui faceva parte anche Claudio Franci, presidente della Società della salute Amiata grossetana, ha chiesto alla commissione «un impegno forte nel delineare quanto prima il percorso da intraprendere alla luce del superamento delle Società della Salute e un rafforzamento dei piccoli ospedali montani, con quell’integrazione tra sociale e sanitario che il Pssir prevedeva e che le Società della Salute montane in questi anni hanno portato avanti con importanti benefici».
Il presidente Claudio Franci dal canto suo ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come «sia necessario che ciò che riguarda il sociale e sanitario sia gestito comunque in forma integrata. Gli ospedali, svolgono funzioni essenziali per la popolazione montana, qualsiasi passo indietro sarebbe deleterio».
Posizione, questa, condivisa e sottolineata, per l’Amiata, anche dal sindaco di Abbadia San Salvatore e presidente SdS Amiata Val D’Orcia Lorenzo Avanzati ha avanzato una richiesta precisa alla Commissione, riguardo al mantenimento degli standard di qualità dei servizi erogati. Mentre, dunque, si parlava di Società della Salute che sono destinate a scomparire e della sopravvivenza dei piccoli ospedali, proprio dall’Amiata, nella stessa mattina, Marcello Bianchini spediva fax al governatore della Regione Toscana Rossi, all’assessore alla sanità regionale, ai sindaci e ai vertici dell’Asl 9, per porre tre questioni precise. «La nostra regione al pari di altre, subirà una stretta nelle disponibilità finanziare da destinare al settore salute/sanità con effetti negativi sulle strutture ospedaliere: dove si dovranno operare gli inevitabili dimagrimenti? Quale è la situazione attuale del presidio ospedaliero di Castel del Piano? I presidi ospedalieri toscani hanno tutti diligentemente applicato la cura dimagrante come è stato fatto per l’ospedale di Castel del Piano?».
E a proposito della terza questione, Bianchini afferma testualmente: «Gli inevitabili dimagrimenti dovranno essere disposti a partire dalla situazione attuale dei presidi ospedalieri. Castel del Piano ha già fatto la prima cura dimagrante in modo virtuoso e dunque non appare opportuno che subisca un altro consecutivo dimagrimento, mentre vi sono realtà ospedaliere che non l’hanno subito. Si tratta di presidi poco virtuosi, sicuramente meno responsabili, più “egoisti”, politicamente più protetti».
Intanto, riguardo alla sanità si è mossa anche la minoranza di Castel del Piano, chiedendo una urgente convocazione della Commissione sanità di cui fanno parte sia la maggioranza che l’opposizione. Per tutti, da Bianchini arriva l’invito ad andare a Firenze per verificare come stanno realmente le cose.
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