Il dolore
Cinghiale, pronti diecimila cacciatori
Domani inizia la stagione, andrà avanti fino alla fine di gennaio. Attesi anche migliaia di ospiti da fuori provincia
GROSSETO. Ci siamo quasi. Domani, al grido giacobino di Viva Maria, apre la caccia al cinghiale e andrà avanti per tre mesi, fino al 31 gennaio del 2013.
Si riparte con nuovi riferimenti a livello amministrativo e normativo (il Piano faunistico-venatorio 2012-2017), ma soprattutto con cifre record, quelle dell’ultima stagione.
In provincia di Grosseto, dal 23 ottobre 2011 al 31 gennaio 2012, i cinghiali uccisi risultano 14.731 (6.928 le teste cadute nell'atc 6, 5.090 nell'atc 7 e 2.713 nell'atc 8). Lo rende noto l'ufficio caccia della Provincia, grazie al lavoro di raccolta e rielaborazione dati svolto dai tecnici faunistici che lavorano per i tre comitati.
Gli irsuti, in Maremma, sarebbero oltre 100 mila, distribuiti su 450 mila ettari di superficie. Nel 2009-2010 le 160 squadre della provincia di Grosseto uccisero, in braccata, 12.377 capi. Nel 2010-2011 cifre analoghe.
L’anno scorso si registrò invece un significativo incremento - di circa duemila unità - dovuto anche a qualche giorno in più di caccia.
I cecchini. Le squadre più prolifiche sono da anni, ormai, quelle di Monterotondo (Il Randagio, l’anno scorso uccise 372 cinghiali), Caldana, Ravi, Torniella-Piloni, Sassofortino, tutte dell'Atc 6. Nell'atc 7 domina Vetulonia (l’anno scorso 210 irsuti ko), mentre nella zona sud ottime performances per Saturnia-Catabbio (216), Nuova Squadra di Semproniano (205) e Solengo Sorano (194).
Cifre e sociologia. Sono numeri impressionanti quelli che fanno di questa pratica un fenomeno di massa, una moda. Che nei paesi coinvolge anche i più giovani e le donne (sono quasi 200 i porto d’armi in “rosa”). I maremmani che domani imbracceranno il fucile sono circa diecimila.
Non solo. La caccia al cinghiale in Maremma è un movimento stagionale capace di creare indotto, di mettere in moto altre dieci, cento, attività. L’anno scorso, per fare un esempio, sono stati quasi settemila gli ospiti solo nell’atc 6 Colline Metallifere, in prevalenza veneti, lombardi ed emiliani. Lo schioppo, nei prossimi giorni, tornerà quindi a essere per molti un inseparabile compagno di vita. Nei prossimi tre mesi la Maremma sarà battuta in lungo e in largo rispettando nuove regole e vecchie usanze. Obiettivo: riequilibrare, per quanto possibile, il rapporto sbilanciato tra gli ungulati e le altre specie che vivono i nostri boschi.
Sicurezza. La forza dei cacciatori maremmani continua ad essere l'osservanza di leggi non scritte, una serie di comportamenti seguiti con scrupolo sugli esempi dei più vecchi. Eppure molto può essere ancora fatto sotto il profilo della sicurezza.
La cronaca recente insegna che la maggior parte degli incidenti avvengono in circostanze fortuite, e non per sviste. Il riferimento è alle cosiddette palle vaganti, deviate da sassi, tronchi d'albero o dagli stessi animali. Ci sarebbe molto da dire, allora, sui fucili a canna rigata e quelli a canna liscia, sulle gittate, sulle modalità di tiro. Per cominciare è bene seguire i consigli di un capocaccia preparato, muoversi al fianco di bracca, poste e canai con esperienza.
La speranza del Tirreno, ancora una volta, è quella di non dover registrare episodi di cronaca extravenatoria: incidenti, denunce, liti.
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