La manifestazione
Tariffe asili, è caos l’opposizione chiede la testa di Ceccarelli
Il Comune pronto a presentare una proposta per ridurre ulteriormente i costi per le famiglie. Ma il comitato va al Tar
GROSSETO. «Signor sindaco, metta alla porta l'assessore Ceccarelli per manifesta incompetenza politica e tecnica, e lei, assessore, si dimetta».
Il capogruppo del gruppo Lolini, Claudio Pacella, esprime così tutto il suo dissenso sulle scelte fatte dall'amministrazione comunale in ordine alle tariffe dei servizi educativi, scelte ribadite ieri in consiglio, dalla maggioranza che ha bocciato la richiesta di una moratoria per l'anno scolastico in corso.
L'assessore Ceccarelli non ci pensa nemmeno a dimettersi, anche se qualche dubbio, sulla sua riforma, deve pur averlo avuto se ha annunciato un pacchetto aggiuntivo che, di fatto, dimezza le maggiori entrate previste con le nuove tariffe. Sarà portato da 28mila a 35mila euro l'Isee a partire dal quale si applica la tariffa massima, e saranno istituite agevolazioni consistenti per chi ha più di un figlio negli asili comunali.
«Una modifica che costerà circa 150mila euro» dice Ceccarelli, praticamente la metà dei 290mila euro di maggiori entrate derivanti dagli aumenti previsti con la delibera di luglio. In ogni caso, niente moratoria e niente ritorno alle vecchie tariffe. Per il comitato delle famiglie nato contro le nuove tariffe resta solo il ricorso al Tar, con la richiesta di sospendere, intanto, l'esecutività della delibera di luglio. La decisione è attesa per il prossimo 7 novembre.
A favore della richiesta di moratoria hanno votato tutti i gruppi di opposizione. La proposta di delibera di moratoria era stata, in un primo momento, respinta al mittente dagli uffici, perché priva di copertura finanziaria, ma Cerboni era riuscito a presentare un emendamento con cui aveva reperito circa 290mila euro, da vari capitoli del bilancio, anche se, per coprire le mancate entrate degli ultimi tre mesi dell'anno sarebbero stati sufficienti 90mila euro.
In ogni caso, all'ultimo momento, si è scoperto che mancava anche il parere dei revisori dei conti, ed è scoppiata la bagarre, in consiglio comunale, con il coordinatore provinciale del Pdl, Luca Agresti, che ha accusato il segretario generale – o comunque l'amministrazione – di averlo fatto apposta, per far venire meno l'eseguibilità della delibera, qualora fosse stata approvata. La mancata approvazione, comunque, ha tagliato la testa al toro.
La capogruppo di Sel Cristina Citerni ha ricordato che il gruppo di Sel si era astenuto a luglio, in sede di approvazione delle nuove tariffe, condividendone l'impostazione di fondo, più equa e progressiva del precedente sistema a scaglioni. Alla luce, però, della concreta applicazione delle nuove tariffe, che – spiega la Citerni – hanno colpito con aumenti la maggior parte delle famiglie, e hanno portato benefici solo a un piccolissimo nucleo di utenti, con una consistenza degli aumenti che in molti casi ha messo in difficoltà le famiglie stesse, anche Sel era del parere che ci si dovesse fermare e riflettere.
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