Il Tirreno

Grosseto

«Cerco un muro per farci un’opera d’arte»

di Claudia Della Verde

Orbetello, Chiara Rapaccini (moglie di Mario Monicelli) e il suo sogno di realizzare graffiti in laguna

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ORBETELLO. «Cerco una parete abbandonata a Orbetello per trasformarla in opera d’arte». Non è l’annuncio di un writer affetto da manie di grandezza, ma l’aspirazione di un personaggio noto, a caccia di un posto in cui materializzare i propri sogni artistici: Chiara Rapaccini, scrittrice, illustratrice e docente allo Ied (isituto europeo di design) di Roma, che da circa 30 anni vive in simbiosi con l’arte.

Moglie del maestro cinematografico Mario Monicelli, la Rapaccini vorrebbe ora trasformarsi in una sorta di apripista per tutti coloro che amano i graffiti, e la cittadina lagunare sembra proprio fare al caso suo. «Sono sicuramente più conosciuta di molti giovani che, seppur provvisti di straordinarie doti nel campo del disegno, non trovano spazi per poter esprimere in libertà le loro creazioni – afferma Chiara – Non cerco popolarità, tanto meno un compenso; farei i i lavori gratuitamente a chiunque volesse avere un grande muro firmato da me». Già in località Polverosa, presso un bar dall’omonimo nome, la disegnatrice aveva dato prova del suo amore per i luoghi della bassa Maremma, raffigurando sulla parete esterna, in modo scherzoso e pulito grazie allo stile naif che la contraddistingue, un tripudio di volti, racconti e figure più o meno note all’ambiente del bar. «Vorrei riproporre un lavoro del genere, lungi dall’essere uguale da quello già eseguito – prosegue la Rapaccini – con una valenza pubblica, civica o politica, come nel caso di un’opera, sempre alla Polverosa, in cui ho disegnato su una recinzione malmessa alcuni fumetti che in modo scherzoso invitano i ragazzi che frequentano il locale a bere moderatamente». Dunque Chiara Rapaccini non vuole dare una “lezioncina buonista”, lanciare una provocazione o imporsi all’ente comunale per ottenere degli spazi pubblici, come lei stessa afferma: «Non si tratta di una mia tendenza giovanilistica – conclude – ma di una vera volontà di marcare socialmente il territorio per i ragazzi, e per valorizzare attraverso questo mezzo i luoghi più belli, ma dimenticati, del paese. Lo sto facendo naturalmente anche per i miei maestri: i giovanissimi “clandestini” dell'arte di strada a cui ho umilmente chiesto una lezione. In questo momento di maturità artistica il mio sogno è fare cose grandi, non solo per me». Una prima idea, riguardo ai luoghi su cui vorrebbe metter mano, Chiara se l’è già fatta: le strutture dell’idroscalo e la ex fabbrica Sitoco sembrano essere i posti da lei più apprezzati.

Chissà che un piccolo paese di provincia non voglia affiancarsi alle grandi città che non considerano più i graffiti puro esotismo. Orbetello, in questo caso, non sembra estraneo all’argomento: in tempi non lontani l'amministrazione locale aveva espresso, tramite l’assessore ai lavori pubblici Giuliano Baghini, la volontà di ospitare writers a bordo laguna.

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