Il Tirreno

Grosseto

Rifiuti speciali, in dodici sotto inchiesta

Rifiuti speciali, in dodici sotto inchiesta

Sbancamento, trasporto e smaltimento ritenuti illeciti di 1.200 metri cubi di terra e roccia dalla zona Peep a Magliano

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MAGLIANO IN TOSCANA. Dodici tra imprenditori, professionisti, proprietari e funzionari sono sotto inchiesta per un’attività ritenuta illecita relativa a sbancamenti, trasporti e smaltimenti di terreni e rocce da scavo (rifiuti speciali non pericolosi): il tutto nell’ambito dei lavori eseguiti fino a pochi mesi fa nella zona Peep di Magliano in Toscana, lungo la strada comunale di Marsiliana.

Ci sono nomi molto conosciuti in Maremma, anche per la loro attività pubblica, tra quelli che il sostituto procuratore Maria Navarro ha individuato come destinatari dell’avviso di fine indagini. Come Saimo Biliotti, Mauro Pasquali, Roberto Gucci, Flavio Marzio Morini. Nell’inchiesta le posizioni sono comunque differenziate e sono relative a condotte ben distinte.

Adolfo Saccocci, titolare della ditta omonima (è individuato come produttore e movimentatore), l’architetto Saimo Biliotti, amministratore unico della Aidia srl (committente), Roberto Gucci, presidente del cda della Serenissima scrl (detentore dei rifiuti) e l’architetto Mauro Pasquali, direttore dei lavori, sono sospettati dello sbancamento senza autorizzazione di circa 1.200 metri cubi che aveva portato alla realizzazione di 12 appartamenti (marzo 2010-dicembre 2011).

Gucci, Biliotti (committenti), Pasquali ma anche l’ingegner Cesare Tinti (direttore dei lavori per le opere di urbanizzazione) e Orlando Francini (trasportatore) devono rispondere dell’attività non autorizzata di gestione di rifiuti speciali non pericolosi, con prelievo da quello stoccaggio, trasporto e smaltimento di 1.150 metri cubi (agosto 2011-gennaio 2012), per sistemazione esterne del fabbricato e per lavori di urbanizzazione primaria.

A Gucci, a Saccocci, ai tre proprietari del terreno (Luisella Antonietta Longhi, Sergio Checcacci e Roberto Checcacci) ma anche all’architetto Leonardo Bartoli, responsabile dell’ufficio tecnico-urbanistica del Comune di Magliano in Toscana, la Procura contesta la medesima attività non autorizzata per 50 metri cubi, prelevati dallo stoccaggio nella disponibilità di Gucci, smaltiti nel terreno di Longhi e Checcacci «previo consenso (del 12 gennaio 2011, a nome di Longhi Luisella) rilasciato impropriamente, tout court, dal Bartoli allo scopo di utilizzo» (marzo 2012).

L’ultima ipotesi della Procura riguarda un piazzale realizzato da Coseca spa in via Giordania a Grosseto, con lo smaltimento di 760 metri cubi di quei terreni terreni. Un’ipotesi contestata a Saccocci (produttore e trasportatore delle rocce), a Biliotti (anche perché legale rappresentante Coseca), all’architetto Flavio Marzio Morini (direttore dei lavori per Coseca) e a Stefano Spallone, responsabile dell’unità operativa gestione rifiuti e bonifiche del Comune di Grosseto: l’attività non sarebbe stata autorizzata. Il permesso rilasciato da Spallone nel marzo 2010, secondo la Procura, sarebbe «da ritenersi non conforme alla normativa di settore».

Le indagini hanno interessato vari corpi di polizia giudiziaria, per la specificità della materia. Gli appartamenti della nuova zona di espansione urbana di Magliano in Toscana sono già stati completati. Gli indagati adesso possono farsi interrogare e-o depositare memorie. Poi la Procura deciderà su rinvii a giudizio o richieste di archiviazione.

Pierluigi Sposato

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