Il dolore
I contributi tornano al mittente
Le aziende rinunciano a investire, 120mila euro rientrano in cassa
GROSSETO. Nel 2009 la Camera di Commercio di Grosseto, con una buona dose di lungimiranza, stanziò 300 mila euro per finanziare l’abbattimento di tassi d’interesse su finanziamenti bancari per le imprese della provincia di Grosseto.
«Un plafond importante - spiegò all’epoca il presidente Gianni Lamioni - pensato per superare la fase di crisi finanziaria e creare i presupposti per uno sviluppo futuro; agevolando, in collaborazione con le banche locali, l’accesso al credito».
Nei giorni scorsi il dirigente dell’area economica della Cciaa, il dottor Michele Lombardi, ha tirato le somme dell'operazione. Su oltre cento “prenotazioni”, il 70 per cento sono andate in porto, fruendo nella maggior parte dei casi del modello di convenzione con gli istituti bancari a suo tempo interessati a partecipare all'iniziativa; 28 invece le prenotazioni abortite, pratiche chiuse con la revoca della domanda, senza l’adozione del provvedimento di concessione definitivo del contributo, per un totale di circa 120 mila euro non utilizzati, somma che rientrerà nelle economie del bilancio camerale per essere poi destinata ad altri interventi.
E proprio il dottor Lombardi ha illustrato la ragione che sta dietro la “bocciatura” (si fa per dire) di queste 28 pratiche, all’interno delle quali spiccano i nomi di storiche imprese edili della città, aziende agricole, società del settore rifiuti, cooperative e piccole attività commerciali.
«Non si tratta assolutamente di aziende che nel frattempo hanno chiuso. La Camera di Commercio non è arrivata alla liquidazione della copertura di buona parte dei tassi d’interesse (su investimenti programmati che oscillavano solitamente nel range 20-200 mila euro) per due ragioni. In alcuni casi l’iter non è andato a buon fine - nonostante la prenotazione accolta due anni fa - perché, vista la congiuntura, l’imprenditore ha deciso di rimandare l’investimento e quindi con le banche non è stato acceso alcun finanziamento nei tempi previsti dal bando. Nei restanti casi, invece, lo stop è arrivato perché la tipologia del finanziamento acceso era diversa da quella prevista dalla convenzione tra Camera di Commercio e banche e quindi non siamo potuti intervenire».
Il giudizio sull'iniziativa della Camera di commercio è tuttavia ampiamente positivo. Ancora una volta l'ente ha svolto un ruolo di aiuto, di stimolo all'interno della comunità economico-finanziaria locale per sviluppare strumenti avanzati di finanziamento aziendale. (g.b.)
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