Sicurezza
Quintali di grondaie rubati al cimitero
Orbetello, 15 cappelle depredate. Ma i carabinieri recuperano la refurtiva con un’operazione lampo
ORBETELLO. Una, due, dieci, 15 cappelle depredate dalle loro grondaie. Quintali di chili di rame rubati dal cimitero di Orbetello: la laguna si è svegliata così, due mattine fa, clamorosamente “alleggerita” dalle sue pluviali lastre metalliche che incorniciavano i locali dove riposano i defunti. Furto certamente sacrilego, avvenuto nel pieno della notte e a cimitero chiuso, ma risolto dopo pochissimo tempo grazie a un’operazione lampo dei carabinieri di Orbetello, dal sapore quasi rocambolesco.
Proprio i militari, poco dopo il colpo e la fuga dei ladro, hanno recuperato il bottino rintracciando il furgone durante un controllo in prossimità di Capalbio. Una pattuglia, piazzata sull’Aurelia, al chilometro 128 sud e con personale dipendente del Norm (aliquota radiomobile), ha intimato l’alt al mezzo, una Fiat Scudo, ma quando il guidatore ha avvistato i militari ha deciso di abbandonare il mezzo.
È scappato a gambe levate, col furgone stracolmo di grondaie e ancora in marcia, dandosi alla fuga in mezzo ai campi, e dileguandosi in mezzo alla campagna capalbiese; così i carabinieri hanno raggiunto il furgone e l’hanno perquisito, scoprendolo pieno di un bottino certamente furtivo, ma di cui all’inizio era difficile capire la provenienza. Il carico era curioso. Oltre alle grondaie c’erano anche attrezzature da lavoro: decespugliatori, motoseghe, utensili di tutti i tipi per fare il giardinaggio in mezzo alle tombe; ma che il materiale arrivasse proprio dai loculi, dalle cappelle e da un magazzino interni al cimitero orbetellano, lo si è scoperto la mattina dopo quando un custode è andato a lavoro alle 7,30, trovando le cappelle spoglie di grondaie, eccetto le prime due. A quel punto ha chiamato i carabinieri e i dati si sono incrociati: quel che mancava alle tombe era finito in caserma.
Tra i vari oggetti rubati c’era anche una borsa con i vestiti da lavoro dell’altro custode: tute arancioni di nylon nuove di zecca e pronte per essere usate come divisa; pure quelle recuperate. Un po’ di amarezza - nonostante il caso si sia risolto subito - si è comunque sparsa tra i familiari dei defunti, e prima ancora che si diffondesse la notizia del ritrovamento, qualcuno si è preoccupato che la propria cappella dovesse restare per un bel po’ (forse a lungo) senza grondaie, e che i tempi della burocrazia fossero lunghi. «Credo che il danno pro capite sia di 3-400 euro - ha lamentato il proprietario di una cappella fatta costruire 20 anni fa e che ospita il corpo di un familiare - Ma com’è possibile che sia successo? E la vigilanza dov’era?». Il cimitero, per l’appunto, non è provvisto di telecamere.
Ora comunque le grondaie depredate torneranno al loro posto, sempre che non siano danneggiate. E le indagini continuano, per individuare chi fosse alla guida del veicolo e chi sia materialmente l’autore del furto.
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