Il Tirreno

Grosseto

CACCIA AI DEBITORI

Parcheggio Amiata “Lite” da un milione

GROSSETO. L’ordine di scuderia della giunta era stato perentorio: entro il 31 dicembre sono necessari cinque milioni di euro per non sforare il patto di stabilità. Il mese scorso l’esecutivo Bonifazi...

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GROSSETO. L’ordine di scuderia della giunta era stato perentorio: entro il 31 dicembre sono necessari cinque milioni di euro per non sforare il patto di stabilità. Il mese scorso l’esecutivo Bonifazi aveva messo nero su bianco, in una delibera, il mandato affidato ai dirigenti affinché accelerassero «tutti i processi necessari per riscuotere i crediti di rispettiva competenza», con particolare attenzione alle «partite attive utili ai fini del computo dell’obiettivo del Patto». E nella caccia al debitore è assurto ad un ruolo di primo piano il servizio Affari legali che, se riuscisse a concludere vittoriosamente una vecchia pendenza giudiziaria, potrebbe rinverdire le casse comunali con 1 milione e 45mila euro in un colpo solo.

I fatti risalgono ai primi anni del 2000, quando alla Grm Costruzioni fu appaltata la realizzazione dei box nel parcheggio Amiata. A seguito di alcune traversie, la società ha intrapreso la procedura del concordato preventivo e il Comune, nel 2004, adì le vie legali ingiungendo al liquidatore pro tempore il pagamento per la precisione di 1 milione 44mila 748 euro come risarcimento di danni materiali e interessi.

L’anno scorso però il Tribunale di Grosseto si è dichiarato incompetente a giudicare ed ha passato la palla alla mediazione arbitrale in forma collegiale, così come previsto dal contratto di appalto. Sebbene l’avvocato incaricato dal municipio, Giuseppe Faccendi, abbia definito «discutibile» l’interpretazione data dal giudice poiché, a suo dire, sarebbe vietato devolvere le controversie agli arbitri, l’ufficio legale del Comune ha rinunciato a impugnare il provvedimento. L’unico precedente giurisprudenziale in materia citato dall’avvocato Faccendi – una sentenza della Corte Costituzionale del 2000 – non è stato considerato un appiglio normativo rassicurante poiché all’eventuale impugnativa «potrebbe non conseguire un esito favorevole, con un ulteriore dispendio di tempo».

A questo punto però il Comune si trova ancora in mezzo al guado perché, se è vero che non è stato impugnato il provvedimento, è altrettanto vero che l’arbitrato non è stato ancora accettato. E con la clessidra che lascerà cadere l’ultimo granello la notte di San Silvestro, una decisione andrà presa rapidamente.

«È bene ribadire quanto grave sia il danno causato dallo sforamento del Patto – aveva ricordato l’assessore al bilancio, Paolo Borghi – le assunzioni vengono bloccate, l’accensione dei mutui per le opere pubbliche è vietata». Così, in attesa di ricevere quanto dovuto dai “debitori pubblici” (dalla Regione 250mila euro per il cofinanziamento dell’asilo di via Mozambico e 140mila euro per la rotatoria di via Mascagni; dall’Acquedotto del Fiora 1 milione e 600mila euro per il depuratore di Braccagni, 600mila euro dalla Fondazione Mps per opere pubbliche), i privati verranno marcati stretti.

Lorenzo Santorelli

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