La manifestazione
«È un danno enorme per il turismo»
Documento congiunto di tutte le associazioni del settore: preoccupati per i fumi e le ceneri
SCARLINO. Quando in un territorio convivono due economie, a poche centinaia di metri, industriale e turistica, non è facile trovare un compromesso.
Così è una posizione chiara e netta quella delle associazioni di categoria del settore turistico, che tornano a ribadire la loro contrarietà all’inceneritore di Scarlino. «Una scelta dannossa sotto ogni profilo e a ogni livello per il territorio di Follonica,di Scarlino e delle intere Colline Metallifere. Appare infatti ancora incomprensibile come si possa e si voglia realizzare un inceneritore a poche centinaia di metri dal mare, che brucerà tonnellate di rifiuti di ogni genere».
Sono le parole, contenute in un’unica nota, della Federalberghi provinciale, Confcommercio Follonica, Fiaip provinciale, Coldiretti Follonica e Scarlino, Associazione Stabilimenti balneari Follonica e associazione Dolce Vita. Le stesse che nei mesi precedenti avevano appoggiato le osservazioni al progetto di Scarlino Energia presentate dai comitati ambientalisti. E ora che le nuove autorizzazioni sono arrivate, la loro preoccupazione va verso quei rifiuti che verranno bruciati «in quantità enorme (oltre 150 mila tonnellate), producendo – dicono – ceneri tossiche di cui non sono chiare modalità di smaltimento e destinazioni, di polveri sottili, metalli pesanti, arsenico ed altro inquinamento di cui purtroppo la nostra bella terra abbonda già». Per le associazioni, infatti, «tutto ciò non può coesistere con il turismo, il commercio e l'agricoltura, sempre più legati alla qualità dell’ambiente ed alla ricerca di luoghi incontaminati come quelli di Maremma». Loro sponsorizzano la raccolta differenziata spinta, accompagnata ad «un adeguato sistema di riciclaggio delle materie prime-seconde». Perché le emissioni dell’impianto del Casone, andrebbero a toccare anche i loro progetti. «L’inceneritore di Scarlino è un progetto che andrebbe a vanificare importanti investimenti turistici e strutturali, come il porto del Puntone di Scarlino, le innumerevoli produzione agricole di qualità e le nuove infrastrutture viarie, pensate per facilitare l’arrivo e la permanenza di flussi turistici, e non di interminabili carovane di camion cariche di rifiuti». In questo senso le associazioni del turismo lanciano un appello alle istituzioni. «Risolvere il problema dei rifiuti senza ricorrere all’incenerimento si può ed è conveniente, è ormai noto e da tempo molte voci lo asseriscono con forza».
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