Il dolore
Corsi di formazione anche per datori di lavoro
Il coordinatore Cna Amiata Pellegrini: «Burocrazia che scoraggia assunzioni» Mercato in netta regressione, eppure la “montagna di carta” seppellisce tutto
AMIATA. Non solo per lavorare, ma anche per essere datori di lavoro occorrono corsi di formazione.
Montagne di ore “sprecate” e montagne di carta. Il coordinatore della Cna Amiata Maurizio Pellegrini interviene nel dibattito sulla crisi del lavoro che attanaglia anche l’Amiata e aggiunge un carico da quaranta ai già numerosissimi gridi di allarme che segnalano che i datori di lavoro sono scoraggiati ad assumere, anche per il cappio al collo di una burocrazia vecchia e farraginosa. Pellegrini prende spunto dalle riflessioni della minoranza di Castel del Piano che aveva indicato fra l’altro, la via del recupero dei mestieri tipici della montagna.
«Ho apprezzato il fatto che i consiglieri di minoranza del Comune di Castel Del Piano abbiano fornito sostegno alla nostra richiesta di contenere il prelievo dell’Imu per le imprese, anche se, temiamo, per quest’anno non se ne farà nulla, essendo oramai ridottisi i tempi necessari, nonostante le reiterate richieste. Ed interessante è anche l’ipotesi di rivolgere la attenzione al recupero di mestieri tipici e tradizionali della nostra zona, come alcuni di quelli indicati nell’articolo. Non sappiamo se per questo l’interlocutore più adatto sia l’Unione dei Comuni così come andrebbe precisato che per alcuni mestieri – come ad esempio elettricista o idraulico – è richiesta una lunga militanza come lavoratore dipendente o socio di imprese».
In ogni caso l’idea meriterebbe di essere approfondita, anche con forme di sostegno alle assunzioni.
Ma detto questo, Pellegrini riconosce amaramente che « nemmeno gli incentivi riescono a smuovere un mercato del lavoro in netta regressione, come dimostrano i dati dell’Istituto Tagliacarne per conto della Cciaa, che evidenzia la crescita esponenziale delle sofferenze bancarie nel primo semestre 2012».
Tuttavia esistono altre concause che frenano le assunzioni, afferma Pellegrini: la principale sta nella crescente mole di adempimenti necessari per diventare datori di lavoro.
Si fatica a far credere che per diventare datori di lavoro si devono frequentare corsi di formazione (sicurezza, pronto soccorso ed antincendio) di 80 ore che occupano dieci giorni lavorativi.
Così come il dover successivamente assoggettare il lavoratore, entro termini perentori, ad altrettanta formazione, per non parlare dell’obbligo di dover assolvere a tutta una serie di adempimenti onerosi: varie valutazioni su rischi lavorativi, esposizione a rumore, salubrità dell’ambiente, sicurezza dei macchinari, agenti chimici, cancerogeni, visite mediche, stress da lavoro eccetera.
«Che la salvaguardia di sicurezza e salute rappresenti bene primario non si discute - commenta il coordinatore Cna - ma che la produzione di montagne di carta o il recente allungamento dei termini della formazione (per accordo stato-regioni) sia la soluzione, è opinabile.
Nelle altre nazioni europee tali adempimenti sono, per le piccole imprese, di gran lunga più semplici. «Da noi non e’ cosi’ e sono frequenti i casi di coloro che, di fronte a queste complicazioni, si scoraggiano e desistono dall’ assumere personale. Una drastica semplificazione non costerebbe nulla all’erario, ma darebbe sicuramente una grossa mano all’occupazione».
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