Il Tirreno

Grosseto

Tre assessori si dissociano «L’impianto non ci piace»

di Giulia Macrini
Tre assessori si dissociano «L’impianto non ci piace»

Uccelletti, Donati e Serra contestano il via libera del Comune al biogas «Assomiglia più a un insediamento industriale, non va bene a Capalbio»

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CAPALBIO. «Non vediamo proprio quale sia l’utilità collettiva che simili impianti apportano ai territori e ai loro cittadini»: la pensano così tre assessori del Comune di Capalbio: Giacomo Uccelletti (delega all’ambiente), Marco Donati (assessore al bilancio), e Andrea Serra (delegato alle Politiche Sociali). Il progetto presentato dalla Sacra non divide più soltanto i cittadini di Capalbio ma anche gli assessori del Comune, tre dei quali intervengono con una nota congiunta sulla centrale che dovrebbe sorgere a pochi passi dal lago di Burano.

La notizia, già annunciata dagli organizzatori ai microfoni del Convegno No biogas lo scorso sabato 13 ottobre, e che aveva sorpreso e infiammato la platea dei sostenitori, adesso trova conferma in una nota stampa dei tre assessori: Uccelletti, Donati e Serra che ci tengono a spiegare la loro posizione. «Fermo restando il procedimento tecnico amministrativo – scrivono – che in casi del genere rimane un elemento imprescindibile, ci pare il caso di sottolineare il fatto che tali impianti, ad oggi, si realizzano con la semplice presentazione di un piano aziendale (Papmaa), e pertanto una rivisitazione della norma nazionale ci sembra necessaria».

In primo luogo, secondo gli autori del comunicato, un impianto che prevede 999 Kw, come in questo caso, non può essere qualificato come agricolo. «È evidente, sottolineano, come si sia in presenza di un insediamento che poco ha a che vedere con l'agricoltura, quantomeno con quella capalbiese». Secondariamente gli assessori intervengono sul sistema incentivi: «Difficile che impianti di questo tipo abbiano senso a prescindere dall'incentivo messo a disposizione dallo Stato».

Mentre, per quanto riguarda lo sviluppo delle energie rinnovabili, la nota stampa precisa: «Siamo convinti che il futuro debba passare da queste ma non può restare sotto silenzio il fatto che il loro inserimento avviene in modo poco conforme alle esigenze dei singoli territori. Se la Provincia dovesse concedere l'autorizzazione, in una zona con una viabilità decisamente limitata e a pochi metri in linea d'aria dal lago di Burano, ciò rappresenterebbe un unicum, poiché questi impianti, solitamente sorgono lontano dai centri abitati. Non va, inoltre, dimenticata la tutela della salute, dibattuta anche in un recente convegno in cui noti studiosi hanno evidenziato possibili problematiche». In conclusione i tre assessori si rivolgono agli Enti competenti che saranno chiamati ad esprimere il loro parere nella conferenza di servizi, con la speranza che il buon senso possa servire ad avviare un percorso in grado di concepire un nuovo e più attento sistema per l'insediamento di questi impianti.

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