La manifestazione
«Intervenga il consiglio»
CAPALBIO. La centrale biogas continua a dividere il Comune di Capalbio. E l’ultimo atto di questo dibattito, che non sembra destinato a finire, è la presa di posizione dei Consiglieri di minoranza...
CAPALBIO. La centrale biogas continua a dividere il Comune di Capalbio. E l’ultimo atto di questo dibattito, che non sembra destinato a finire, è la presa di posizione dei Consiglieri di minoranza “Per Capalbio”.
Due giorni il gruppo ha depositato al protocollo del Comune di Capalbio la richiesta di convocazione di un consiglio comunale in via d’urgenza, per sottoporre a votazione una proposta di deliberazione riguardante l’impianto a biogas di Capalbio scalo.
La minoranza dei consiglieri, con capogruppo Lucia Biagi, chiede al consiglio comunale di formalizzare la propria contrarietà alla realizzazione della centrale, anche e soprattutto alla luce degli studi presentati dal professor Helge Bonhel lo scorso 13 ottobre, durante un convegno tenutosi a Capalbio. Secondo il professore, i rischi per la salute da clostridium botulinum connessi agli impianti a biogas sono imprevedibili.
Sempre i consiglieri precisano: «Qualche tempo fa l’Asl di Vercelli ha espresso parere negativo su un impianto simile a quello proposto da Sacra e progettato nel comune di Cigliano, poiché considerato pericoloso per la salute pubblica, in quanto localizzato in prossimità di abitazioni».
Giudizio, questo, condiviso dalla presidenza del consiglio dei ministri che ha classificato come industria insalubre un impianto da 999 kw per la produzione di biogas da biomasse.
La domanda di autorizzazione è stata quindi respinta a causa dell’eccessiva vicinanza delle abitazioni. «Considerato che l’impianto a Capalbio scalo - evidenziano i consiglieri di minoranza - si troverebbe a distanza di 125 metri dalle abitazioni, riteniamo opportuno adottare ogni cautela al fine di scongiurare qualunque pericolo per la salute umana derivante da impianti simili».
Infine, come conclude l’opposizione, «gli studi del professor Bohnel e la deliberazione della presidenza del consiglio dei ministri dovrebbero far riflettere sulla necessità di un attento esame sotto il profilo igienico sanitario volto a scongiurare ogni effettivo pericolo per la salute pubblica. Sarebbe un disastro e un controsenso ammettere impianti per la produzione di energia “pulita” potenzialmente dannosi alla salute umana».
Ciò che chiede, quindi, il gruppo “Per Capalbio" al consiglio comunale è di esprimersi in merito prima del 29 ottobre prossimo, data prevista per la conferenza dei servizi indetta dalla Provincia, alla quale spetta l’ultima parola sulla vicenda.
Giulia Macrini
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