Il Tirreno

Grosseto

EX PRESIDENTE DELL’ARGENTARIO

Addio del calcio a Manlio Perrotta

Aveva 65 anni ed era stato alla guida degli azzurri a meta anni ’90

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PORTO SANTO STEFANO. Manlio Perrotta è stato un presidente vulcanico dell'Argentario calcio che amava il calore della gente ma il suo addio dal mondo della vita è stato assolutamente sottovoce.

Aveva appena 65 anni e con il calcio aveva troncato tutti i rapporti. Da anni non frequentava più la Maremma e l'Argentario, ed è per questo che la sua improvvisa scomparsa a causa di un infarto è arrivata in ritardo di qualche settimana a Porto Santo Stefano. Originario della Calabria, Perrotta aveva trovato il successo come imprenditore orafo ad Arezzo ed in Maremma ebbe momenti di forte popolarità a metà degli anni novanta quando divenne il presidente dell'Argentario calcio.

A Porto Santo Stefano non aveva interessi commerciali ma disse che si era innamorato di questo luogo stupendo per cui prese la decisione di portare in alto la squadra di calcio. Non ci volle molto a far scaldare gli appassionati tifosi dell'Argentario e così ogni domenica lo stadio Maracanà ribolliva di passione. Prima della partita amava recarsi sotto la tribuna per ricevere gli applausi del pubblico che gli chiedeva in coro di portare l'Argentario in schedina, un modo per esprimere la volontà di entrare nel calcio professionistico. Perrotta prese quasi alla lettera l'invito dei tifosi ottenendo il salto di categoria in Eccellenza e nel 1995-96 si trovò a disputare lo stesso campionato del Grosseto, arrivando davanti alla squadra del capoluogo vincendo per 2 a 1 la sfida casalinga e pareggiando a reti bianche il match disputato a Grosseto. Come tutti i personaggi dotati di carisma ed estremamente esigenti il rapporto con gli allenatori è stato spesso contrastato. E' entrato a far parte della storia calcistica dell'Argentario l'esonero di Sergio Wongher a quattro giornate dalle fine del campionato quando venne rimpiazzato da Giuseppe Sordini e Alberto Procaccini. L'anno dopo Perrotta si portò l'allenatore da Arezzo, Roberto Gallastroni venne chiamato solo ed esclusivamente per vincere. Inevitabilmente il feeling non durò a lungo e gli subentrò Luciano Giusti. Poi Perrotta se ne andò e di lui non si sono avuto più notizie fino a ieri quando si è saputo che la sua vita terrena era arrivata all'epilogo. La mente è tornato indietro di venti anni con l'Argentario ed i suoi tifosi che hanno ricordato Perrotta con affetto.

Paolo Mastracca

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