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il presidente lamioni

«Sono dati preoccupanti ma possiamo risalire»

«Sono dati preoccupanti ma possiamo risalire»

«Dati brutti, davvero molto brutti». Il presidente della camera di commercio Giovanni Lamioni ricorda che «fino a 3 anni eravamo la provincia con il dato più alto di crescita del pil

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GROSSETO. «Dati brutti, davvero molto brutti». Il presidente della camera di commercio Giovanni Lamioni ricorda che «fino a 3 anni eravamo la provincia con il dato più alto di crescita del pil di tutta la Toscana, una fase aciclica che è durata dieci anni in cui abbiamo tentato di fare meglio di altri», ma dalla metà del 2009 il gioco si è rotto e «ora – dice ancora Lamioni – stiamo vivendo la fase peggiore in assoluto, e la rappresentazione della crisi è meno grave di quanto la crisi colpisca sia percepita realmente dagli operatori». Il presidente Lamioni fa un po' di fatica, questa volta, a cercare di essere ottimista, non lo convincono nemmeno quelli che, a livello nazionale, intravedono al ripresa, «auspico – dice – che abbiano ragione loro», ma intanto bisogna che la provincia di Grosseto faccia come ha sempre fatto, da sola, con le proprie risorse. «Dobbiamo insistere – dice Lamioni – su una politica di sostegno al turismo, di posizionamento del brand Maremma, insistere sul portare avanti la visibilità del nostro territorio, anche perché annacquare tutto con il marchio “Toscana” è dimostrato che non paga». Il presidente della camera di commercio, che vede come il fumo negli occhi l'ipotesi della mega-provincia con Arezzo e Siena, perché «già con Siena avremo un territorio difficile da gestire per la sua vastità», parla della necessitò di «Rinegoziare in modo intelligente, con la Regione, il ruolo della provincia di Grosseto», rifiuta il modello centralista e chiede, per esempio, che si ripensino certi strumenti che «in provincia di Grosseto hanno funzionato poco e male» e il pensiero va al credito e al ruolo di Fidi Toscana. «Ritengo – spiega Lamioni – che Fidi Toscana debba avere un ruolo regionale, ma che debba anche sapersi calare nelle specificità dei territori: noi abbiamo 36mila imprese, in percentuale siamo quelli con più imprese in Toscana, rispetto alla popolazione, ma abbiamo anche le imprese più piccole, probabilmente si dovrò tenere conto anche di questo quando si predispongono certi strumenti di sostegno alle imprese». Altro elemento, nella ricetta anticrisi di Lamioni, è l'atteggiamento protezionistico che «oggi serve»: significa appalti che siano attenti al sottosoglia, significa evitare le aggiudicazioni al massimo ribasso, il tutto per «consentire alle imprese locali di lavorare e di restare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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