Il Tirreno

Grosseto

l’intervista a un castanicoltore

«La politica si muova contro l’insetto mortale»

«La politica si muova contro l’insetto mortale»

AMIATA. «Bisogna istituire un tavolo intercomunale per fronteggiare il cinipide, insetto mortale per i castagneti. Cosa fanno le istituzioni e la politica? Un bel niente». Nel pieno della...

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AMIATA. «Bisogna istituire un tavolo intercomunale per fronteggiare il cinipide, insetto mortale per i castagneti. Cosa fanno le istituzioni e la politica? Un bel niente».

Nel pieno della castagnatura, con raccolti azzerati dalla siccità, adesso l’Amiata aspetta l’approssimarsi della imminente catastrofe per i castagni. Quella dovuta al cinipide galligeno, che sicuramente dal prossimo anno comincerà a decimare il raccolto fino ad annientarlo. C’è solo una cura.

Il suo antagonista, il Torymus. Che costa caro e che le istituzioni hanno lanciato con parsimonia in pochi punti del bosco. Ma i castanicoltori, per lo meno alcuni, non ci stanno. Molti si sono frugati in tasca con un’operazione fai-da-te, ma adesso reagiscono duramente.

Come Enzo Monaci, che lancia un grido di allarme e di vibrata protesta contro istituzioni e politici.

Tu hai lanciato privatamente il torymus? Perché?

«Con altri 5 o 6 proprietari, abbiamo attivato una ditta privata e lanciato l’antagonista. Abbiamo speso circa 600-700 euro a testa. Questo perché le istituzioni hanno fatto pochissimi lanci, dicendo che costavano tantissimo. Ma ora, attorno ai nostri appezzamenti, vi sono tutti gli altri infestati dal cinipide. Il nostro sforzo è una goccia nel mare».

Un dramma, di difficile soluzione.

«Il cinipide non solo danneggia un’economia fiorente, ma soprattutto distrugge un patrimonio ambientale di valore immenso».

Possibile che le istituzioni non se ne rendano conto?

«Veramente sono anni che se ne parla e che sono stati fatti alcuni lanci di antagonista ed anche un preallevamento all’Aquilaia».

Cosa fare di più?

«Se finanziariamente il pubblico non ce la fa, bisogna che il privato intervenga. Anzi, deve essere obbligato a intervenire e collaborare. Penso che se fossero stati chiesti al cittadino dei contributi per l’acquisto del Torymus, nessuno si sarebbe tirato indietro, pur di accelerare la “guarigione”. Il cittadino deve essere comunque obbligato a curare il suo patrimonio».

La tua proposta?

«Istituire immediatamente un tavolo intercomunale di tutta l’Amiata, proprio per chiamare a raccolta istituzioni, politici e castanicoltori e chiedere, in quella sede, un contributo in denaro ai proprietari. La cifra ottenuta sarà impiegata per acquistare l’antagonista e fare i lanci in tutti i castagneti. Se non si interviene su tutti i castagni, non si tira fuori un ragno da un buco».

Fiora Bonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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