Il dolore
«Il peggior semestre da dieci anni»
Aziende in profonda crisi: le sofferenze bancarie sono aumentate del 40%. Cresce soltanto l’esportazione
GROSSETO. «Il peggior semestre del decennio». Paolo Cortese, responsabile osservatori economici del Tagliacarne, definisce così l'andamento dell'economia grossetana nel primo semestre di quest'anno. A dirla lunga – se non bastassero gli altri dati congiunturali – sono le sofferenze bancarie, cresciute quasi del 39% nel primo trimestre del 2012, rispetto allo stesso periodo del 2011. Dunque, se nel marzo dello scorso anno le sofferenze bancarie incidevano per il 6,9% sui prestiti erogati in provincia di Grosseto, a marzo 2012 questa percentuale è salita a sfiorare il 9,6%, quasi un decimo delle imprese che non riesce a fare fronte ai propri debiti con le banche.
Nel primo semestre 2012, rispetto al semestre precedente, si registra il segno negativo per i saldi di tutti gli indicatori economici, con un calo della produzione del 6,7%, dello 0,6% degli occupati fissi, dello 0,9% degli occupati atipici, dello 0,1% per gli investimenti e del 6,5% del fatturato. Se nel primo semestre 2007 erano il 31,2% le imprese intervistate che registravano un calo del fatturato, e se tra il 2009 e il 2011 si attestavano tra il 42 e il 46%, nel primo semestre 2012 tale percentuale è salita al 60,9%. È sostanzialmente stabile, invece, tra il primo semestre 2007 e il primo semestre 2012 (intorno al 10%, con punte oltre il 17) la percentuale delle imprese che dichiara un fatturato in crescita. Ed è, questa, una delle poche luci: l'esistenza di un piccolo nucleo stabile di imprese dinamiche – tra il 12 e il 16% di quelle intervistate – che continua a crescere nonostante la crisi. Altri dati positivi sono quelli che riguardano il perdurare della crescita delle esportazioni (Grosseto +10,9%, Italia +4,3%) e del numero delle società di capitale (+0,88%), anche se ambedue i dati sono mitigato dal fatto che il livello di partenza è particolarmente contenuto.
Tornando alle note dolenti e entrando nel dettaglio dei settori, quello che, nel primo semestre 2012, mostra di soffrire di più è il commercio (-15,2% di fatturato), segno di una forte riduzione dei consumi delle famiglie residenti. Nell’ambito dei servizi (-8,5%), cala sensibilmente anche il fatturato nei trasporti (-13,4%) e nei servizi alle persone (-9,1%). Il turismo si attesta su un -1,5%. Continua, poi, la situazione di difficoltà delle costruzioni con un volume di affari in flessione del 10%, mentre l’agricoltura, con le sue oltre 11mila imprese, perde quasi 4 punti di fatturato. Il manifatturiero mostra una sostanziale capacità di tenuta (-2,1%), con il crollo del tessile – abbigliamento (-15%) e della carta – poligrafiche (-12,5%), l’industria alimentare che scende del -3,4%, ma anche l'unico dato positivo, quello del settore macchine elettriche e elettronica (+3,3%).
Per la prima volta la sofferenza dell'economia si fa sentire pesantemente anche sulle imprese più strutturate. A denunciare un calo di fatturato sono le società in accomandita semplice (-12,4%), le srl (-8,3%) e le spa (-1,4%). Le ditte individuali fanno registrare una riduzione del volume di affari del 6%. Le imprese che investono sono il 14,8%, di queste il 29,2% lo fa per sostituire macchinari e attrezzature obsolete, ma il 27,4% punta all'adeguamento dello standard competitivo, mentre un altro 17% aumenta la capacità operativa. Le attese per il secondo semestre 2012 parlano di un calo di produzione e fatturato contenuti rispettivamente a -0,5% e -0,1%, mentre per l’occupazione si prevede una moderata crescita (+0,3%).
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