Il Tirreno

Grosseto

Esuli, accoglienza da due milioni

di Alfredo Faetti
Esuli, accoglienza da due milioni

Ecco il conto dell’emergenza profughi sulle Colline Metallifere: «Soldi europei, spesi nel territorio»

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MASSA MARITTIMA. Circa due milioni di euro, tra allestimento delle strutture, alimenti, abbigliamento e servizi alla persona. Tanto sarà la spesa complessiva alla fine del piano d’accoglienza dei profughi nordafricani messo in piedi dalla Società della Salute Colline Metallifere, che stando ai calendari dovrebbe chiudersi il prossimo 31 dicembre.

«Sono soldi che resteranno della comunità», spiega il presidente, Luciano Fedeli. Infatti, la società ha speso i fondi, stanziati ad hoc dalla comunità europea, solo nelle attività del territorio. Dai generi alimentari all’abbigliamento, dagli arredi necessari ai servizi alla persona. Tutto acquistato o commissionati nei negozi o nei gestori della zona delle Colline Metallifere.

«Il piano d’accoglienza non ha influito minimamente sulle casse comunali, né su quelle provinciali o regionali», continua Fedeli. «Sono tutte risorse stanziate dall’Europa proprio per questo progetto».

Perché, è bene ricordarlo, a metà della primavera 2011 l’Europa mediterranea si trovò di fronte a una vera emergenza. Le guerre civili nel nord Africa spinsero migliaia e migliaia di esuli lontani dai loro Paesi, alla ricerca di un po’ di pace. La Maremma, in queste emergenza, fece la sua parte, accogliendo un fetta di queste persone. La prima struttura attivata fu il Rifugio Sant’Anna di Massa Marittima.

Circa un anno dopo, il movimento civico Massa Comune ha presentato un’interrogazione sui costi dell’accoglienza. E non appena arrivata, ha pubblicato le cifre riferite sul suo sito Internet, con il titolo “Cara la mia accoglienza”.

Nella risposta all’interrogazione, firmata dai vertici della Sds, si divide il progetto in due momenti distinti. Il primo riguarda i giorni dal 4 aprile 2011 (arrivo del primo pullman di esuli) e il maggio successivo, quando al Rifugio vennero ospitati i migranti tunisini. Per questa prima tranche, sono stati spesi 47mila euro. Un mese dopo ecco partire il secondo momento: quello dei rifugiati politici in fuga dalla Libia. Qui il numero delle persone e i programmi, di maggiore durata, hanno alzato di gran lunga la spesa, che si aggira intorno ai 720mila euro.

Tra le tante voci, troviamo spese per ogni necessità. Le più grandi, hanno riguardato la sistemazione degli alloggi nel Rifugio e i servizi d’accoglienza (302mila eruo), il vitto (160mila) e “altre funzioni”, intese come assistenza sanitaria, formazione e così via (135 mila).

Queste sono le cifre del 2011. Per l’anno in corso, invece, è difficile fare una stima al momento. Però negli uffici della Sds avanzano una previsione, sui costi per l’intero programma d’accoglienza, ovvero dal 4 aprile 2011 al 31 dicembre 2012: due milioni di euro.

«Resteranno nella comunità», ribadisce Fedeli. Un concetto che il presidente della Sds affronterà nel corso di incontri pubblici con i cittadini, in agenda nei tre Comuni che hanno partecipato all’accoglienza: il 9 novembre a Montieri, il 16 a Massa Marittima e il 23 a Scarlino.

Ci sarà anche un altro argomento comunque di cui discutere: gli esiti del programma. Sono 171 gli esuli rientrati nell’accoglienza delle Colline Metallifere: 99 se ne sono andati, mentre 72 sono ancora qui.

«Noi abbiamo attivato dei programmi per formare queste persone e inserirle nella comunità. – dice Fedeli – Ma non abbiamo mai dato lavoro a nessuno: abbiamo solo fornito le opportunità. C’è chi le ha sfruttate, chi le sfrutterà e chi invece non ne sarà in grado e tornerà a casa».

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