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«Assemblea gremita» E Cerulli si ricandida a sindaco per il 2013

«Assemblea gremita» E Cerulli si ricandida a sindaco per il 2013

Argentario, il primo cittadino correrà dopo aver tastato il gradimento popolare. E promette nuovi parcheggi

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PORTO SANTO STEFANO. Arturo Cerulli, sindaco di Monte Argentario, si ricandida.

Nel 2013 correrà di nuovo per le amministrative, primo sindaco maremmano “uscente" a dare il via alla campagna elettorale. La decisione è maturata dopo un’assemblea sui generis dal sapore quasi antico, “tastata” senza particolari e sofisticati marchingegni ma con un gradimento popolare molto nature. Per non imporre dall’alto la sua ricandidatura - infatti - Cerulli ha deciso di affidare ai numeri la sua scelta di ricandidarsi o meno, contando con le dita il pubblico dell’assemblea di lunedì pomeriggio al Pozzarello. «Se ci saranno meno di 150 persone - si era detto - mi farò da parte, se ce ne sono di più vado avanti…». I numeri gli hanno dato ragione e l’aspirante candidato si è visto arrivare in sala 323 persone, tutte vagliate una ad una da un “contatore di presenze”...

Non si può certo dire - sindaco - che lei non abbia scelto un modo originale...

«Devo dire di sì - risponde - E a dire il vero nella mattina ho avuto anche un po’ paura, perché ho ricevuto tanti di quei messaggi che mi dicevano “sono con te ma non posso venire” e così via, roba incoraggiante ma che rischiava di far naufragare il mio termometro delle presenze. Ormai per esperienza so quanto è difficile far venire le persone a una riunione: anche qui al Pozzarello, luogo neutrale e fuori dalla location comunale, si doveva prendere la macchina per venirci apposta e il rischio era che si fosse in 80. È andata bene».

Originali sono anche certe sue visioni politiche... Mentre si parla di riordino delle Province, è vero che lei pensa di riordinare i Comuni?

«Verissimo. È da un po’ che ci rifletto. Pensi quanto sarebbe utile unire i Comuni della zona sud: Orbetello, Monte Argentario, Isola del Giglio, Capalbio. Vedo bene l’idea che un sindaco possa essere sindaco di un territorio più grosso, anche e soprattutto per procedere a un risparmio “reale” di competenze, uffici, tecnici. I Comuni piccoli hanno difficoltà a sopravvivere, si potrebbe razionalizzare di più e meglio».

Allora non ci dica che per il 2013 lei vuol diventare il primo “sindaco unico” della Costa d’Argento...

«Ovvio che al momento è una chiacchierata così. La verità è che io vorrei rifare il sindaco di Monte Argentario, ma resto dell'idea che in Italia esistono troppi livelli e troppi enti, e se li diminuissimo non farebbe male».

Lei ogni tanto rimpastava il Comune, cambiava gli assessori a ruota. Ha funzionato? Non era un modo per frammentare la linea di governo?

«No, per me è stata un’idea che ha funzionato, per far fare l’assessore a diverse persone».

Insomma, ci faccia un bilancio: quali sono le cose di cui va fiero?

«Le opere pubbliche di questi 4 anni di mandato e che sono sotto gli occhi di tutti; la strada intrapresa verso una moralizzazione intesa come trasparenza e nel concetto che la legge è uguale per tutti, onde evitare figli e figliastri, parenti e amici».

Sulla vicenda dei pontili cosa poteva fare di più e meglio? «Ovvio che si può sempre fare meglio ovunque, ma sono certo di aver messo in discussione qualcosa su cui nessuno avrebbe mai osato scommettere, rimettendo al pubblico qualcosa di stratificato...».

Come intende risolvere il problema dei parcheggi, su cui ha imbastito una sorta di polemica col collega Sergio Ortelli?

«Io con Ortelli non ho voglia di discutere; non è mica colpa sua se la gente che va a vedere la Concordia ci intasa di macchine il promontorio. Resta il fatto che per noi è un problema. La mia idea per il prossimo mandato è quella di risolvere il problema dei parcheggi a Monte Argentario, individuando nuove aree fuori Santo Stefano».

E la questione dei terreni dell’Aeronautica?

«Sono quasi concluse le trattative affinché l'Aeronautica ci ridia parte del territorio da loro occupato: per noi significherebbe farvi parcheggi e dislocare uffici pubblici sia del Comune che delle forze dell’ordine, cosicché quelli liberati sul lungomare possano essere trasformati in negozi, per far ripartire economia».

Elisabetta Giorgi

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