Il Tirreno

Grosseto

Mabro, arriva l’ultimatum di Cisl e Uil

di Matteo Baccellini
Mabro, arriva l’ultimatum di Cisl e Uil

Ieri incontro in azienda con i due sindacati: «Soldi degli stipendi entro il 26, o cassa integrazione dei nostri dipendenti»

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GROSSETO. La vertenza Mabro si arricchisce di una nuova puntata. E di una data limite a non oltrepassare.

Ieri pomeriggio si è tenuto un nuovo incontro nella sede dell’azienda in via Senese. Stavolta di fronte alla Mabro c’erano i rappresentanti sindacali della Cisl e della Uil delle lavoratrici, cioè di quella grande fetta di dipendenti che al momento è al lavoro.

«All’azienda abbiamo dato una sorta di ultimatum - spiega il sindacalista della Uil, Roberto Franceschetti - se entro il 26, cioè venerdì prossimo, non arriveranno i soldi dello stipendio di agosto e almeno il 70-80% di quello di settembre, chiederemo la cassa integrazione per tutte le dipendenti che aderiscono ai nostri due sindacati. Oltre quella data proprio non possiamo più tollerare ritardi, siamo tutti d’accordo».

I vertici di Abbigliamento Grosseto hanno accettato la richiesta di Cisl e Uil e rimandato la questione al fine settimana, quando le banche dovranno deliberare l’accesso al credito con cui sbloccare i pagamenti che riguardano sia i dipendenti al momento al lavoro che quelli, un’ottantina circa, che stanno scioperando.

Si tratta nell’ultimo caso degli aderenti alla Cgil.

«Anche noi continuiamo ad attendere il 26 ottobre come data per decidere se proseguire lo sciopero a oltranza (iniziato il 10 settembre) o meno - dice la delegata Rsu Nadia Perino - ci siamo riunite ieri in assemblea e abbiamo deciso di proseguire su questa linea di condotta senza ripensamenti. Per l’accesso al credito sarà fondamentale la situazione produttiva con i marchi eccellenti Louis Vitton e Armani, clienti “grossi” con cui ci sono stati ritardi». Dai quali potrebbero dipendere quindi le riscossioni degli stipendi.

Insomma, da una parte chi chiede la cassa integrazione, chi si proclama favorevole a proseguire lo sciopero: due modi diversi di combattere la battaglia ma con il comune denominatore degli stipendi da riscuotere entro venerdì senza più possibilità di dilazionare.

Intanto entro domani sono attesi gli anticipi, di circa un centinaio di euro a testa, per il mese di agosto.

Slitta invece il tema dell’incontro in Regione, con l’assessore Simoncini: al momento il nodo centrale è lo sblocco dei pagamenti, poi si potrà parlare di un nuovo tavolo a Firenze.

Ma non prima della prossima settimana. Prima c’è da definire la questione cruciale degli stipendi: il rischio concreto, per l’azienda, è di vedersi azzerata la forza produttiva, tra scioperanti e cassintegrati. Ma è un rischio al quale per qualche giorno nessuno vuole pensare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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