Attenzione
Fogne, in arrivo la mappatura completa
L’idea del Comune per avere il quadro preciso del sottosuolo della città e prevenire eventuali allagamenti e fuoriuscite
FOLLONICA. Una mappatura del sistema fognario di tutta la città del Golfo, ecco cosa farà il Comune di Follonica nei prossimi mesi. Senza avere ben chiaro che cosa c’è sotto terra è inutile pensare di realizzare grandi progetti di ristrutturazione: quindi il primo passo (indispensabile) da fare è quello di andare a disegnare una traccia precisa delle fognature, specialmente quelle del centro città, dove gli scarichi a terra furono fatti senza seguire delle regole precise e dove ancora esiste un sistema misto, che non suddivide le acque chiare da quelle nere.
Non sarà certamente un’impresa facile ma senza uno strumento del genere dal Comune non possono partire interventi o proposte all’Acquedotto del Fiora (gestore del servizio idrico) atte a risolvere una volta per tutte il problema. A Follonica allagamenti e fuoriuscite dai tombini sono all’ordine del giorno appena piove un po’ di più e con il clima che si prospetta per il prossimo futuro, caratterizzato dall’aumento di acquazzoni improvvisi, una soluzione va sicuramente trovata.
Già avere chiaro dove passano le tubazioni, dove finiscono, e così via, sarà un grande passo avanti e permetterà ai tecnici di iniziare a pensare a delle proposte di intervento con relativi possibili impegni di spesa.
«Per adesso siamo solo all’inizio, quello che vogliamo fare è intanto una mappatura delle fognature, capire dove scaricano, se ci sono allacci fuori norma, questo in modo particolare per il centro, dove il sistema è stato costruito via, via senza una pianificazione precisa», spiega l’assessore ai lavori pubblici Antonio Cetraro.
Nelle zone periferiche, nate negli ultimi decenni, la situazione è sicuramente migliore rispetto alla città vecchia: i nuovi insediamenti infatti hanno fogne differenziate che dividono le acque nere da quelle chiare. Una volta individuate le criticità si passerà a pensare a come risolverle: questo piano non troverà quasi sicuramente una strada in discesa e ci vorranno anni e molto denaro per portare a termine un intervento generale. Difficile pensare infatti che la zona centrale venga completamente smantellata per rifare le tubazioni sotto suolo, così come risulta improbabile che l’amministrazione possa imporre da un giorno all’altro ai residenti di sistemare i loro scarichi, magari ordinando di intervenire pure nelle loro abitazioni. Certo è che qualcosa deve essere fatto: forse non sarà questa amministrazione a mettere un punto alla questione ma di fatto quello che vuole fare la giunta di Eleonora Baldi è lasciare una pianificazione a chi verrà dopo, un progetto che verrà portato avanti a stralci ma che garantirà finalmente una corretta gestione delle acque sia piovane che di scarico.
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