Via libera dalla Soprintendenza si recupera il bastione Maiano
La conferenza dei servizi approva il progetto, via ai lavori a breve, finiti entro la primavera Previsti altri interventi nella troniera del Cinghialino, Monaci: «Ci faremo anche delle mostre»
GROSSETO. Giovedì scorso la conferenza dei servizi, d’accordo la Soprintendenza, ha dato il via libera alla riqualificazione del Maiano. È un altro tassello del mosaico che torna al proprio posto. Il Tirreno lo aveva anticipato diverse volte. L’ultima tre settimane fa, durante un’intervista esclusiva all’assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci. Lì avevamo sfogliato il progetto esecutivo, presentato ieri al resto della stampa. Non era neppure mancata la passeggiata su quella che è divenuta a tutti gli effetti una latrina a cielo aperto, una “zona franca”, piena di pericolose voragini e impalcature che sembrano stare su solo con il vento a favore. Un qualcosa da sistemare. Una volta per tutte.
E infatti tanto per cominciare il luridume che affolla il Maiano verrà tolto di mezzo. Sarà recuperato il verde che accarezza la salita al bastione e sotterrati i resti dei lavori lasciati a metà dalle ditte affidatarie, cadute in un logorante contenzioso da anni. Lo scheletro in cemento armato dell’orrido cilindro su cui doveva nascere l’ascensore sarà segato. Al suo posto è destinata a sorgere una rilassante terrazza, con aree in travertino, percorsi pedonali e zone di sosta. L’idea è ancora quella di mettere da quelle parti anche un chiosco. Sì, perché poter prendere una fresca bevanda durante le calde serate estive non sarebbe affatto male. La Soprintendenza ha però più volte bocciato l’ipotesi, ritenuta impattante. Ma non potrebbe opporsi a un impianto removibile e la partita sembra tutt’altro che chiusa. Saranno anche messe in campo coperture idrorepellenti antiscritta, estrema difesa contro i cialtroni della bomboletta spray. Largo poi all’uso del vetro e alle ringhiere in acciaio corten, specie sulla terrazza e sull’antico deposito dell’acqua che sarà a sua volta chiuso da un portone d’ingresso in ferro preossidato. Insomma, il Maiano è destinato a divenire un vero spettacolo.
E salire per goderselo non sarà un problema: due scale circolari collegheranno infatti il bastione con le piazze basse, da un lato quella del Mercato, dall’altro quella Nassiriya. Restituire a grossetani e turisti questa porzione muraria costerà appena 300 mila euro, quattrini legati a un vecchio mutuo concesso dalla Cassa depositi e prestiti. Una cifra modesta, soprattutto se relazionata all’importanza del recupero. Sì, perché delle Mura curate e ben mantenute significano nuovi spazi per cittadini e vacanzieri. Lucca insegna.
Certo, i soldi a disposizione potevano essere molti di più, almeno sei, sette volte tanto. Ma dopo anni d’immobilismo i denari messi sul piatto dalla Fondazione Mps, un tempo disponibili, hanno preso altre vie. E, viste le condizioni dell’istituto di credito, non torneranno. Almeno non a breve.
La passeggiata. Non parliamo di un viaggio, ma di qualcosa di diverso: una passeggiata. Sì, perché quell’esagono spesso bistrattato e abbandonato dai suoi stessi cittadini, più o meno illustri, è stato per decenni luogo di sana aggregazione. E sta tornando a esserlo. La conferenza stampa in cui viene ufficializzato il via alla sistemazione del Maiano si trasforma in qualcosa che assomiglia a una scampagnata. In senso buono, si intende. È l’ora di pranzo. Nel percorso che va dal Maiano al Cinghialino siamo affiancati da un folto gruppo di colleghi ed esponenti comunali. A illustrare i passi avanti fatti sulla cura dell’opera medicea c’è il sindaco, Emilio Bonifazi. Parla deciso, sorridente. Convinto d’aver segnato un bel colpo. Accanto a lui c’è l’assessore Monaci, poco dietro l’ingegner Vecchieschi. Gran parte del merito va all’uomo della giunta: sulla rinascita della passeggiata di Marina e delle Mura ha puntato i piedi e scelto di giocarsi molto. Del Maiano abbiamo detto. Ci spostiamo verso il Cinghialino: qui l’area è rinata. Ci sono i ragazzi della Gerbera al lavoro. Da marzo curano il verde delle Mura e del centro storico. La cooperativa si occupa del reinserimento lavorativo di persone svantaggiate e qui ne impiega sei. I risultati sono arrivati: aiuole sistemate, erba tagliata. Certo, c’è ancora da fare, ma la Cavallerizza, così come il camminamento che va verso il Cinghialino, è tirata a lucido: qui è destinato a sparire l’asfalto, sarà sostituito in primavera da verde e cocciopesto. Scendiamo anche dentro la troniera «Entro aprile apriremo il passaggio, congiungerà via Saffi a porta Nuova e potrà ospitare mostre» gongola Monaci. Bonifazi non è da meno: «Le Mura possono tornare a essere un’attrattiva turistica» dice lisciandosi la cravatta.
Poi ognuno torna a lavoro con negli occhi le immagini di una città che sta lentamente riconquistando se stessa.
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