Il Tirreno

Grosseto

Minacciato sotto casa con due coltelli per rubargli l’oro

di Paola Villani
Minacciato sotto casa con due coltelli per rubargli l’oro

Un imprenditore è stato rapinato alle nove di sera Ha consegnato ai malviventi la collana e l’orologio

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FOLLONICA. Lo minacciano con un coltello e lo rapinano sotto casa.

Erano solamente le nove di mercoledì sera quando un ex imprenditore locale, un sessantenne molto conosciuto in città, rientrando nella sua abitazione in via De Gasperi (zona 167 Ovest) si è trovato di fronte due uomini con il viso coperto da un passamontagna che lo hanno minacciato brandendo un coltello.

La coppia di rapinatori aveva un accento toscano, anzi a dirla tutta maremmano, particolare che induce a pensare che già conoscessero la vittima della rapina, che cosa fa, le sue abitudini, dove abita e soprattutto che cosa potevano ricavare da lui come bottino. Il sessantenne aveva appena parcheggiato la macchina di fronte alla sua palazzina quando una volta sceso si è trovato davanti i malviventi che lo intimavano, minacciandolo con un coltello, a dar loro tutto ciò che aveva. Nessuna aggressione, fortunatamente l’ex imprenditore non ha riportato ferite o traumi, i due si sono limitati alle parole, che devono essere state molto chiare e perentorie, dato che il follonichese si è tolto immediatamente l’orologio e la collana d’oro che portava al collo e glieli ha consegnati. I rapinatori non hanno neppure aspettato che l’uomo si frugasse in tasca per prendere i soldi che aveva con sé, hanno preferito darsela a gambe forse per paura di essere visti o acciuffati dai carabinieri che potevano passare da lì.

La coppia è fuggita a piedi lasciando l’uomo incredulo a pochi passi dal portone di casa sua. Follonica non è una città dove (per fortuna) accadono spesso fatti di cronaca del genere, per di più alle 21 di un tranquillo mercoledì e in una zona periferica dove tutti si conoscono.

Purtroppo però da qualche mese a questa parte la criminalità sembra prendere piede, forse a causa della crisi dilagante come sospettano in molti. Un fatto simile era accaduto solo qualche mese fa a metà giugno, a un’anziana in via delle Colacchie, zona Salciaina. Un uomo poi arrestato dalle forze dell’ordine, intorno alle dieci di mattina era sceso dal suo furgone andando incontro alla donna e strappandogli dal collo delle collane d’oro. Dopo ferragosto poi la rapina a mano armata al Bar Pagni in viale Italia, si è aggiunta alla lista delle pagine da dimenticare della storia cittadina. Uno dei soci che gestiscono il locale la mattina intorno alle 5 è stato colpito con il pugno di una pistola alla testa e legato da due malviventi che poi hanno portato via l’incasso di tre giorni dalla cassaforte nel retro bottega. Un episodio che ha sconvolto la città, in particolare i commercianti che da quel giorno in poi hanno temuto che una cosa simile potesse accadere anche a loro. Fatti criminosi ai quali appunto nel Golfo non erano abituati con cui adesso però si deve fare i conti perché purtroppo l’isola felice non esiste più e di rapine, pistole e coltelli non si sente parlare solo in tv ma pure nelle strade della propria città. In questi giorni a mettere il dito nella piaga, come si suole dire, l’intervista del sindaco Eleonora Baldi su D. Repubblica dove viene ripetuto più volte il termine “malavita” accanto al nome della città del Golfo e dove addirittura al primo cittadino viene chiesto se ha una scorta che la protegge.

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