Il Tirreno

Grosseto

«Bene le primarie, ma più unità»

di Guido Fiorini
«Bene le primarie, ma più unità»

Luca Sani, bersaniano, su politica nazionale e locale: «Nel Pd in Maremma serve più sobrietà»

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GROSSETO. Lui è un bersaniano di ferro e in vista delle prossime primarie del Pd si schiera apertamente. Ma non lesina critiche al suo partito, sia a livello nazionale che locale (“si diano tutti una calmata”).

E, soprattutto, contesta alcune delle ultime scelte del governo, in particolare l’aumento dell’Iva.

Luca Sani parla a tutto tondo del delicato momento del nostro Paese e della Maremma. «Io alle primarie ci credo – dice -. Si fanno, come ha spiegato Bersani, per rimettere in relazione la politica con la gente. Dopo 15 anni di Berlusconi, che hanno messo in ginocchio l’Italia, c’è bisogno di ripartire con un progetto alternativo. E va superato anche il governo Monti: è stato indispensabile, ma è di transizione. Anche perché servono misure per la crescita, sono indispensabili. E questo governo non riesce a far molto in questa direzione».

Anzi, l’impressione è che vadano nella direzione opposta.

«La legge di stabilità è concettualmente sbagliata. Ancora una volta si vanno a colpire le stesse persone, il ceto medio e produttivo, senza intaccare le rendite. La protesta delle piccole e medie imprese, andata in piazza anche a Grosseto, è pienamente condivisibile».

La gente chiede un profondo rinnovamento. Una parte del Pd, però, non pare ancora averlo capito.

«In questo dobbiamo dare delle risposte chiare alla gente. Ma non credo che gli slogan di Renzi siano sufficienti a intercettare questa protesta, serve qualcosa di più. Non può essere solo un problema di età, in fondo Fiorito ha solo 41 anni... Io comunque credo che, in politica, ci siano funzioni che dopo un certo punto si esauriscono. E che a quel punto si può lasciare il posto ad altri e dare solo un contributo di idee».

Come volete marcare una discontinuità?

«Superando la politica fatta di annunci e comunicazione con il profilo sobrio di Bersani. Una politica di concretezza che sappia parlare ai cittadini».

A livello locale, però, i problemi non mancano.

«Vorrei che tutti si dessero una calmata. Dovremmo trasmettere segnali di coesione e stabilità, invece ovunque ci sono tensioni che vanno superate».

Colpa delle primarie?

«Non sono solo quelle. Anche se, tornando alle primarie, vedo un proliferare di liste civiche di vario genere che si stanno schierando. Sia chiaro che non c’è posto per loro: chi vuole partecipare alla primarie viene e ci mette la faccia, sposando la linea del Pd».

Torniamo alla Maremma. Le Pmi protestano, le giunte nei Comuni principali scricchiolano.

«A volte rischiamo di essere autoreferenziali e di dare l’impressione di un partito sfilacciato. Non è così e dobbiamo dimostrarlo, ascoltando le proteste dei piccoli imprenditori e dando risposte al disagio delle famiglie. Mi aspetto maggiore coesione dentro alle giunte. E magari che non si facciano più affermazioni affrettate come quelle che ho letto della Baldi sulle minacce della malavita organizzata, rischiano di dare un’immagine sbagliata della nostra zona. Insomma, maggiore sobrietà».

Ma l’assetto istituzionale sta cambiando. Quindi cambiano anche i punti di riferimento.

«Premetto che le scelte fatte sull’onda dell’emotività non le condivido: il taglio delle Province porta poco risparmio e crea problemi sul territorio, in particolare in aree grandi come la nostra. Mi pare che gli sprechi siano altrove. E non dico solo nelle Regioni, com’è sotto agli occhi di tutti. A mio avviso 8000 Comuni in Italia sono troppi, vanno pensate soluzioni diverse dalla semplice condivisione di qualche servizio. Non mancano gli esempi neppure in Maremma, con Comuni che sono a pochi km l’uno dall’altro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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