Il dolore
«Villaggi chiusi, meno affari»
Merlini va avanti con entusiasmo: fiducia e consapevolezza
FOLLONICA. Sarà un inverno non certo facile ma l’ottimismo non manca. «La crisi c’è è innegabile» dice Giancarlo Merlini, proprietario del negozio di abbigliamento Toparello, in viale Carducci. Il giovane imprenditore ha due attività una in città e una a Cecina, e spiega che in entrambi le città la recessione si sente e non poco. «È sicuramente colpa di una situazione generale italiana, ma dobbiamo avere una visione positiva del futuro. Dobbiamo cercare delle soluzioni per uscire da questo momento così buio certo ma non è detto che non siano rintracciabili. Sono cambiati i tempi ci vuole sempre più impegno, nessuno adesso ti regala nulla, ogni cosa va guadagnata». Merlini è fiducioso, consapevole certo della realtà ma con la voglia ancora di fare e di lavorare. Follonica ha risentito di qualcosa in particolare che ha inciso maggiormente sulla recessione nazionale? «Se devo essere sincero la mia attività ha patito la chiusura dei villaggi turistici». Il fatto che due strutture ricettive importanti come Mare Sì e Veliero siano state chiuse per due stagioni certamente ha influito e influisce sull’andamento dell’economia locale: quelle mancate aperture significano meno presenze durante l’estate e quindi meno probabili acquirenti. L’indotto economico nella sua totalità ne risente insomma. «Quello che vedo di differente tra Follonica e Cecina è per esempio il fatto che nel livornese siano più frequenti le chiusure di attività aperte da pochissimo, questo sì». (p.v.)
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