Sicurezza
Saracinesche giù nei negozi storici e turisti in fuga
Il presidente dei commercianti a ruota libera sulla crisi Tanti esercizi chiuderanno i battenti entro fine anno
FOLLONICA. A Follonica chiuderanno molte attività commerciali, il 2012 verrà ricordato come l’anno nero dell’ economia del Golfo. L’allarme arriva dalla Confesercenti, il presidente Massimiliano Mei dipinge una situazione a dir poco preoccupante dell’andamento del commercio follonichese, senza ombra di dubbio questo anno è il peggiore dell’ultimo quinquennio, da quando la morsa della recessione ha iniziato a farsi sentire.
«So che purtroppo chiuderanno alcuni ristoranti, anche dei bar, locali che hanno fatto la storia di Follonica, così come cesseranno l’attività alcuni negozi del centro e della periferia - spiega Mei - La situazione è molto, molto peggiorata negli ultimi mesi, è veramente allarmante, questo è sicuramente l’anno peggiore degli ultimi cinque e le prospettive non sono rosee, l’agonia è continua». Una fotografia che lascia poche speranze, ma che di fatto rispecchia appieno la realtà follonichese, come sottolinea pure il presidente dell’associazione di categoria, «basta fare una passeggiata e contare quanti fondi sono sfitti», la crisi è palpabile e la fiducia che qualcosa possa cambiare nel corso dei prossimi mesi ahinoi non c’è.
L’estate che di solito serviva ai follonichesi a far cassa per affrontare al meglio i mesi invernali quando Follonica vive dei soli residenti, non ha dato i frutti sperati.
«È stato registrato un minor afflusso di turisti, e quelli che sono venuti hanno speso poco», continua Mei.
Colpa solo della condizione generale che affligge l’intero Paese, oppure le cause sono da rintracciarsi pure nella gestione della città da parte dell’attuale amministrazione, guidata da Eleonora Baldi? «Sicuramente gran parte di ciò che sta accadendo deriva dalla situazione nazionale ma c’è da dire che Follonica negli ultimi vent’anni ha perso attrattiva, penso per esempio alla movida notturna locale, nel corso del tempo sono rimasti pochissimi locali rivolti ai giovani». In effetti qualche tempo fa il Golfo era rinomato per la sua vita notturna, i vecchi follonichesi raccontano che molti fiorentini o senesi arrivavano il venerdì sera e ripartivano la domenica solo per godersi le notti follonichesi. Mei fa anche altri esempi. «Mi riferisco poi alle vicende legate ai villaggi turistici, così come ai cambiamenti di piccola entità come la decisione di non rilasciare abbonamenti per il parcheggio durante l’estate. Adesso le persone giustamente stanno attente a tutto anche ad un euro».
Scelte sbagliate a parer suo ci sono state negli ultimi periodi, scelte che hanno reso Follonica meno viva rispetto al passato: il turista adesso non sceglie a caso dove trascorrere le sue vacanze (spesso fatte di pochi giorni) ma presta attenzione a tutti i particolari e pure i cinquanta centesimi per pagare il posto auto possono fare la differenza, così come al momento della prenotazione sapere che nel Golfo è in vigore la tassa di soggiorno. Particolari che adesso a sentire i commercianti acquistano una valenza importante sulla scelta di chi deve decidere dove andare in ferie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google