Attenzione
Notificato il ricorso al Tar 106 genitori contro al Comune
Tramite lo studio Antichi hanno impugnato la delibera che rimodula i costi per nido e infanzia «Non si possono cambiare le regole a partita iniziata»: chiesta anche la sospensiva
GROSSETO. Non si cambiano le regole del gioco a partita in corso e, se proprio è necessario farlo, l’arbitro ha l’obbligo di comunicarlo ai giocatori prima del fischio d’inizio. Con una metafora calcistica è questo il compendio del corposo e dettagliato ricorso presentato al Tar dall’avvocato Alessandro Antichi contro l’aumento delle tariffe d’accesso agli asili nido e alle scuole dell’infanzia comunali. Ieri il legale ha notificato al Comune e ad Iside l’atto impugnativo sottoscritto da 106 genitori in rappresentanza di 86 nuclei familiari e 94 bambini, chiedendo ai giudici amministrativi l’annullamento della delibera 52 del 31/07/2012 con la quale il consiglio comunale aveva approvato la rimodulazione delle tabelle.
Conteggiando nell’Isee anche il reddito del genitore non convivente le otto precedenti fasce furono dimezzate a quattro: esenzione fino a 5mila euro e poi, a salire, contribuzioni individuali proporzionali ad Isee compresi tra i 5mila ed i 9mila euro, tra i 9mila ed i 28mila euro e, infine, oltre quest’ultima soglia. Quello che l’avvocato descrive come un «blitz agostano, confidando forse nell’effetto sorpresa» aveva scatenato le proteste di molte famiglie le quali, rientranti soprattutto nell’ultima fascia, dopo aver confermato a gennaio l’iscrizione dei propri figli, si erano viste rincarare – triplicare in alcuni casi - le quote di compartecipazione rispetto all’anno precedente.
Dopo una lunga serie di proteste sui mezzi di informazione, incontri, e raccolte di firme da parte dei genitori riunitisi in un comitato ad hoc, a fine settembre il sindaco Bonifazi e l’assessore alla scuola Ceccarelli avevano tentato un’ultima mediazione. Sul piatto venivano offerti l’allargamento della terza fascia a 35mila euro di reddito e un tetto di spesa per le famiglie con due o più figli che frequentano le strutture Iside. «Il Comune ha messo in campo una proposta da 150mila euro – ha detto Ceccarelli - parlare di briciole o contropartite è irrispettoso». In ogni caso le misure devono esser state ritenute insufficienti, o quantomeno tardive, da queste 86 famiglie che adesso attenderanno i pronunciamenti del Tar. Il primo di questi, sulla sospensione cautelare della delibera, potrà avvenire nella prima udienza utile dopo il ventesimo giorno della notificazione del ricorso e quindi non oltre la seconda metà di novembre.
Per l’eventuale annullamento della delibera ed il contestuale risarcimento del danno patrimoniale e delle spese legali i tempi saranno più lunghi. Nel merito il ricorso è imperniato su tre cardini che sono altrettanti motivi di contestazione nei confronti del Comune. Il primo sarebbe la “violazione del principio di legittimo affidamento”, poiché in assenza di avvisi preventivi, le famiglie hanno confermato le domande di iscrizione “confidando nella permanenza delle condizioni economiche vigenti da oltre 7 anni”. Dunque se “la conferma dell’iscrizione ha un valore vincolante per l’utente, non può non averlo anche per l’Amministrazione”.
Il secondo punto implicherebbe una duplice incompetenza del consiglio comunale poiché a questo spetterebbe solo “la disciplina generale delle tariffe per la fruizioni di beni e servizi”, mentre la definizione nel dettaglio sarebbe appannaggio della giunta. Inoltre nello statuto di Iside è previsto che all’assise consiliare sia attribuito solo un “nulla osta preventivo” sulle proposte avanzate dal consiglio di amministrazione dell’istituto che regola i servizi per l’infanzia al quale è attribuita “la disciplina e l’entità delle tariffe ordinarie e dei servizi”. Infine l’ultima contestazione è rivolta all’ “eccesso di potere” per “motivazione insufficiente” e “difetto di istruttoria”.
La comunicazione delle modifiche sarebbe stata affidata esclusivamente al “passa parola” e nell’atto mancherebbe “un’analisi sui costi attuali del servizio, sulla copertura necessaria e sui precedenti livelli di compartecipazione”. Antichi ritiene che parlare di “ineludibile revisione del sistema tariffario a fronte delle profonde trasformazioni” sia una spiegazione lacunosa e tautologica. Un po’ come dire “decido così perché ritengo giusto decidere così”.
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