Sicurezza
«Aree Peep, triplicano i valori dei terreni»
GROSSETO. Aree Peep è caos: trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà da qualche settimana costa di più. La notizia, tra chi aveva avanzato richiesta al Comune, si è sparsa in...
GROSSETO. Aree Peep è caos: trasformare il diritto di superficie in diritto di proprietà da qualche settimana costa di più. La notizia, tra chi aveva avanzato richiesta al Comune, si è sparsa in fretta. L’arrivo delle prime raccomandate con i corrispettivi ritoccati all’insù non ha fatto altro che confermarla, trascinando con sé la rabbia di molti maremmani. Tanto che stanno già nascendo i primi comitati di protesta. «Le cifre da pagare – denuncia il consigliere pidiellino Fabrizio Rossi – sono addirittura triplicate».
È l’effetto di una delibera di giunta, la 381 dell’undici settembre scorso. E infatti sono molti i grossetani che si lamentano della faccenda: «Ho parlato – prosegue Rossi - con diversa gente. C'è chi ha fatto domanda tempo fa, confidando, nonostante la crisi economica, di poter acquistare la piena proprietà del terreno Peep sul quale ha la prima casa. Il tutto sborsando una cifra contenuta, così come si conviene per questo genere di zone. Invece si è arrivati a 35 mila euro dove prima ne bastavano poco meno di dieci. Insomma, a parità di zona, epoca di costruzione e tipologia le cose sono radicalmente cambiate». Basta pensare che «Alcuni mesi fa i quattrini richiesti e accordati venivano calcolati con un corrispettivo pari a 19 euro e 80 al metro cubo. Oggi siamo oltre i 61. Questa è senza dubbio un’altra tegola che cade sulla testa dei grossetani interessati, gente che oltre a essere vessata dall’aumento della tassazione varato dall’ente locale con l’ultimo bilancio preventivo approvato il 27 settembre, è costretta a rinviare l’acquisto definitivo della piena proprietà. O magari a doversi ulteriormente indebitare, credito bancario permettendo». Tutto questo andando in aperto contrasto con «Il principio ispiratore della normativa sulle aree Peep, zone che non dovevano sottostare alle regole commerciali di mercato strettamente intese. E invece ecco che si finirà per far schizzare i prezzi degli immobili, gettandoli fuori mercato». Intanto l’assessore al bilancio Paolo Borghi evidenzia che tutto nasce da «Una legge dello Stato. Una norma che impone di allineare i prezzi al valore commerciale di mercato. Una bella fregatura certo, ma abbiamo le mani legate. Non nego che così facendo rischia di venir meno il principio stesso delle aree Peep, ma non è un fatto facoltativo: la mancata deliberazione della giunta sarebbe potuta finire davanti alla Corte dei conti. Faccio comunque notare che quelli che abbiamo messo in piedi sono i valori più bassi che potevamo». Sempre dal Comune sottolineano che la norma va, in qualche modo, anche incontro alla gente: «Con le vecchie disposizioni esistevano limiti precisi per le aree Peep, specie in caso di vendita. Vincoli che adesso sono stati liberalizzati. Ricordiamo che comunque riscattare non è un obbligo». Secca la replica di Rossi: «Certo che non è un obbligo, ma non sei neppure proprietario di casa tua al cento per cento».
Maurizio Bernardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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