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SCARLINO. Al 90% il cdr prodotto alle Strillaie finirà all’impianto di ScarlinoEnergia al quale oggi la conferenza dei servizi convocata in Provincia darà il via libera, concedendo l’Aia...

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SCARLINO. Al 90% il cdr prodotto alle Strillaie finirà all’impianto di ScarlinoEnergia al quale oggi la conferenza dei servizi convocata in Provincia darà il via libera, concedendo l’Aia (autorizzazione integrata ambientale). Dopo aver avuto la Via qualche giorno fa, con l’Aia la società potrà riaccendere gli impianti.

Il cdr finirà quasi certamente a Scarlino perché l’Ato, che del cdr prodotto alle Strillaie da Futura è proprietario, nel bando ha chiesto esplicitamente alla società partecipante di indicare se ha la disponibilità di un impianto termovalorizzatore per la produzione di energia con l’utilizzo del cdr come combustibile.

E Progetto 6 di impianti ne ha indicati 3: quello di Scarlino, pur fuori dal piano provinciale, quello di Sienambiente di Poggibonsi e un terzo che è fuori dalla Toscana. Di questi quello di Scarlino è il più conveniente sia per il costo dell’incenerimento del cdr sia, essendo il più vicino, per il trasporto, dato che incide molto.

È chiaro che l’Ato sceglierà di smaltire il cdr nell’impianto pià conveniente. Potrà farlo ovunque, in linea teorica potrebbe anche trovare un impianto più conveniente altrove ma, alla luce di quanto indicato nel bando da Progetto 6, tutto lascia pensare che quanto prodotto alle Strillaie finisca a Scarlino. Dopo tanti anni e tante polemiche, dopo molti ricorsi al Tar, di fatto da gennaio il ciclo dei rifiuti in Maremma sarà chiuso. Anche se i numeri di differenziata e riciclo dicono che c’è ancora molto da fare. (g.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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