Finanza
«Traditi dalle parole di Antichi e Faenzi»
Ricorso al Tar per le elezioni a Castiglione: arriva il conto dell’avvocato, la rabbia di chi deve pagare
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Quel che resta del Pdl a Castiglione è letteralmente in subbuglio. Da qualche giorno infatti, ai firmatari dei ricorsi che all’indomani delle elezioni dell’aprile 2011 avevano escluso la lista di Sandra Mainetti per irregolarità nella presentazione, e che avevano tentato di appellarsi al Tar e al Consiglio di Stato per far “annullare” il voto popolare che ha portato in Comune il sindaco Giancarlo Farnetani, stanno ricevendo decreti ingiuntivi di pagamento. A inviarli è lo studio dell’avvocato Luca Stanghellini tramite il Tribunale di Siena, incaricato dai firmatari dei ricorsi, gli stessi 12 componenti della lista più i due presentatori dei documenti e l’ex sindaco Monica Faenzi, di assisterli nel procedimento.
La cifra totale richiesta dal professionista, esimio professore universitario e scelto per le sue indubbie qualità, è nell’ordine di 43 mila euro. Un “debito” in teoria da dividere appunto per 15 persone, circa 2900 euro a testa, da versare comunque interamente all’avvocato, che ha presentato la notula dopo aver tentato bonariamente di farsi pagare.
Francesco Loffredo, uno dei “firmatari” dei ricorsi, fra i più giovani della lista “Per Sandra Mainetti sindaco”, ha deciso di dire la sua, e spiegare di prima mano quali erano invece gli accordi.
Loffredo, da oltre un anno e mezzo si sapeva del conto aperto con l’avvocato Stanghellini. Come stanno le cose?
«Quando fu deciso di fare i ricorsi con la Faenzi e Alessandro Antichi, non solo i due massimi esponenti ci assicurarono che la ragione era dalla nostra parte, ma soprattutto ci tranquillizzarono che sarebbe stato direttamente il Pdl, come partito, a caricarsi di tutte le spese per la “battaglia” legale».
L’avvocato Stanghellini quando si è fatto vivo per riscuotere le notule?
«Che qualcosa non tornasse s’era già visto quando un altro avvocato, che aveva seguito una parte del ricorso, aveva proposto una sua notula di pagamento. Personalmente mi sono rifiutato di corrispondere la somma richiesta, anche perché quella somma mi fu chiesta da un esponente del Pdl di Castiglione attraverso un “pizzino” scritto a mano. L’avvocato Stanghellini invece, non mi ha mai comunicato nulla, fino al decreto ingiuntivo arrivato lo scorso lunedì mattina».
E ora lei che intenzioni ha?
«Sicuramente mi affiderò a un legale per valutare la mia situazione. Certo è che le parole che furono spese nelle riunioni quando procedemmo poi ai ricorsi, sono state disattese in pieno. Ribadisco che Monica Faenzi e Alessandro Antichi assicurarono, oltre al loro impegno, che avrebbero pensato a tutti gli aspetti formali e sostanziali».
E politicamente come si sente dopo tutto quello che è successo, e che fine ha fatto il Pdl a Castiglione?
«Il Pdl è morto sia a Castiglione che a livello nazionale. La mia considerazione è di essermi “salvato”, perché oggi mi sarei sicuramente vergognato di stare in questo gruppo, in un consiglio sia al governo ma anche all’opposizione, con un Pdl del genere. Su questa vicenda in particolare sono proprio schifato. La politica per come la intendo io non deve essere un mestiere a vita, ma deve rappresentare il più alto impegno sociale che una persona può dare e fare per il proprio Paese, e la comunità tutta. Non è possibile farsi vedere solo quando arriva il momento delle campagne elettorali e poi sparire. Magari lasciando pure un bel “chiodo” da saldare». (e.g.)
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