Il Tirreno

Grosseto

«La tassa di soggiorno un danno per l’economia»

di Sabino Zuppa
«La tassa di soggiorno un danno per l’economia»

Orbetello, duro attacco di Luca Minucci (Pdl): «Saremo l’unico Comune della zona a subire il balzello. I commercianti hanno già avuto la stangata sull’Imu»

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ORBETELLO. La tassa di soggiorno in territorio orbetellano sta per cominciare il suo lungo iter di discussione che non risparmierà posizioni critiche tra politici e addetti ai lavori: già durante l’estate qualcuno si era interessato dell’argomento durante l’estate per tornare subito in prima linea.

Luca Minucci, membro del direttivo provinciale del Pdl, dopo alcune sue esternazioni sull’attività del Comune in relazione al settore turistico, fu oggetto di una nota critica di Uniti per il cambiamento che ancora oggi campeggia sul sito della coalizione. «Qualcuno ha scoperto il turismo». In realtà il giovane lavora da tempo nel settore e si è spesso interessato dell’organizzazione di eventi come Albinia en Tour: «Già lo scorso anno si era assistito a un improvvisato tentativo di istituire la tassa di soggiorno, scongiurato per fortuna senza danni. Adesso siamo alle solite - dice Minucci - con il nostro Comune che vuole introdurla, peraltro dopo aver aumentato la tassazione agli operatori con l’Imu: e le imprese turistiche in particolare, già discriminate da questo aumento, subiranno un altro grave danno derivante dal fatto che i Comuni limitrofi non hanno alcuna intenzione di inserirla». Poi la polemica va a interessare i vecchi proclami della campagna elettorale: «C’è anche un problema di coerenza - insiste il politico albiniese - Il sindaco Paffetti più volte ha dichiarato di essere contraria a istituirla e l’assessore Marcello Stoppa asseriva che mai avrebbe introdotto questa tassa se non in sinergia con i comuni limitrofi. Che fine hanno fatto i buoni propositi? Un altro cambio di rotta?». In realtà uno dei problemi più grandi relativi all’introduzione della tassa sarà l’aspetto burocratico: «Gli albergatori si troveranno a dover fungere da esattori comunali riscuotendo a forza la tassa da ogni ospite al momento del check-out, anche in situazioni ambigue e imbarazzanti - continua lui - I costi gestionali e la tassa di soggiorno dovranno essere notificati nel sito ufficiale, nei vari sistemi gestionali. Questo riguarda non solo gli albergatori ma anche i fornitori di software, che devono ingegnarsi per capire come integrare questo elemento sempre diverso per ogni Comune. E poi: come verrà calcolata la tassa? Su quali basi e con quali criteri? Sugli incassi o sulle presenze? Come verranno investiti gli introiti? Quale sarà la politica turistica?». Insomma una lunga serie di questioni che dovranno essere risolte entro marzo: «A mio avviso, visto lo stato attuale di crisi del settore - conclude Minucci - bisognerebbe fare un passo indietro, programmando prima una chiara linea di investimenti e crescita e dopo forse riparlare di una introduzione della tassa».

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