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Grosseto

La posizione di Ursino si alleggerisce

GROSSETO. In mezzo ad accuse e a posizioni che si aggravano, ce n’è una che si va alleggerendo. È quella di Salvatore Ursino, 27 anni, uno degli ufficiali in plancia la sera del naufragio della...

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GROSSETO. In mezzo ad accuse e a posizioni che si aggravano, ce n’è una che si va alleggerendo. È quella di Salvatore Ursino, 27 anni, uno degli ufficiali in plancia la sera del naufragio della Concordia. «Sta emergendo definitivamente la sua estraneità. In quel momento l'ufficiale non era in servizio di guardia», spiega il suo difensore Antonio Langher, una volta terminata l’udienza. Ad essere precisi, Ursino sulla Concordia era in una fase di «famigliarizzazione», che in parole povere si tratta di una sorta di tirocinio. «Non aveva quindi incarichi ufficiali» continua Lagher. A dare forza all’ottimismo dell’avvocato del foro di Messina sono le parole dell'ammiraglio Cavo Dragone, uno dei periti del gip Valeria Montesarchio, che in aula ha espresso questi concetti.

Lo stesso ammiraglio però non ha sollevato Ursino da certe responsabilità ontologiche, mentre Langher difende l’innocenza del suo cliente anche sotto questo aspetto. «È stato l’unico in plancia a darsi da fare prima e dopo l’impatto, aiutando le persone a raggiungere le scialuppe». Ursino è l’unico dei nove indagati ad essere stato presente in tutte e tre le udienze dell’incidente probatorio. Ieri è anche uscito dal Moderno durante la pausa pranzo, senza però rilasciare dichiarazioni. «La sua iscrizione nel registro degli indagati è stata una forma di garanzia, dato che quella notte era in plancia. – spiega Lagher – Ora però sta venendo fuori anche la sua estraneità». (a.f.)

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