Il dolore
E a Capalbio le analisi rivelano: è stricnina
CAPALBIO. Presenza di sostanze tossico nocive nell’organismo dei cani uccisi a Capalbio: questo il referto ufficiale. La conferma è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e...
CAPALBIO. Presenza di sostanze tossico nocive nell’organismo dei cani uccisi a Capalbio: questo il referto ufficiale. La conferma è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana che parla di avvelenamento da stricnina.
Niente di nuovo per i padroni dei quattro cani coinvolti nella vicenda. Tutti i sintomi degli animali prima del decesso tempestivo, infatti, avevano fatto pensare a un atto doloso di un killer non ancora identificato. Questo raccontava Giuppi Pietromarchi, paesaggista, moglie dell’ex ambasciatore Antonello Pietromarchi, due giorni dopo il tragico evento.
«Qualcuno mi ha gettato polpette avvelenate nel recinto del giardino e dopo un quarto d’ora i miei cani sono venuti da noi, tra le nostre gambe, a morire tra spasmi terribili».
Se dunque una risposta sulle cause dei decessi è stata emessa, ciò che manca alle famiglie protagoniste del tragico fatto è un nome, una motivazione e un perché di un gesto simile. Uniti dallo stesso dolore sono - sempre nella stessa zona, a poca distanza in linea d’aria - casa Caracciolo a Garavicchio, casa Pietromarchi e casa Cattaneo a Pescia Fiorentina - abitazioni poco distanti l’una dall’altra, solo un chilometro in linea d’aria.
Il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, interviene sulla vicenda e tiene ad assicurare: «Siamo in stretto contatto con l’arma dei carabinieri per approfondire il fenomeno che, ad oggi, sembra sia circoscritto ad un’area definita del Comune di Capalbio».
«È un gesto da condannare - aggiunge Bellumori - e raccoglie tutta l’attenzione dell’amministrazione comunale, per quanto di nostra competenza, e del comando dei carabinieri». Dalle parole del sindaco, un’eco di quelle dell’Enpa che, nei giorni successivi alla vicenda, tramite la presidente provinciale Marlena Giacolini, chiedeva ai carabinieri di Capalbio di approfondire quanto accaduto. «Voglio andare fino in fondo a questa storia, diceva, per capire chi e come possa aver fatto una cosa del genere, tra l'altro usando una sostanza che non si trova in circolazione».
Per ora, intanto, l’unica cosa certa è l’utilizzo della stricnina, una sostanza vietata ed esclusa dal commercio, data l’estrema pericolosità. La stricnina - alcaloide molto tossico - causa il blocco delle terminazioni nervose. La morte, terribile, sopravviene per blocco respiratorio, con spasmi terribili.
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