Il Tirreno

Grosseto

Case e capannoni, decine di beni all’asta

di Claudia della Verde
Case e capannoni, decine di beni all’asta

Moltissimi immobili pignorati dal tribunale di Grosseto per colpa della crisi: appartamenti e aziende di 30mila metri quadri

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ORBETELLO. Case, fabbricati, immobili commerciali e terreni messi all’asta dal tribunale di Grosseto. Sono in tutto 18 quelli che si contano in territorio orbetellano, altri ancora compaiono sul promontorio dell’Argentario e a Capalbio.

Si tratta di una delle pratiche più diffuse per il recupero creditizio di molti enti, dove il pignoramento immobiliare consente al debitore di assolvere a un deficit contratto con una banca, un creditore o un organismo come l’Agenzia delle Entrate.

Chiamare “affare” questo tipo di meccanismo, che consente di entrare in possesso di proprietà ribassate fino al 30% rispetto al valore effettivo, non è certo delicato, anche perché spesso, dietro l’atto di espropriazione forzata - previsto dall’articolo 491 del codice di procedura civile e con cui l'ufficiale giudiziario impone al debitore il totale esproprio dei suoi beni, come garanzia del credito da lui non rimborsato - ci sono storie di vite andate a pezzi, specie in tempi di crisi.

I beni in questione sembrano fare capolino soprattutto nella zona paludosa, dove al bando ci sono ben 18 offerte. Si parte da un appartamento a Talamonaccio con ingresso indipendente da corte esclusiva, facente parte del condominio “Belvedere Maremmano” (composto da soggiorno, tinello-pranzo, bagno, angolo cottura e corte esclusiva sul retro, al piano terra; corridoio, bagno e tre camere, al piano primo) a 224 mila euro (termine della presentazione dell’offerta è stato fissato al 13 novembre 2012); si prosegue con un immobile industriale con annessi accessori oltre la ferrovia di Orbetello Scalo e un tempo sede di un impianto per produzione alimentare, la cui stima è stata fissata a 390 mila euro (la prima seduta sarà il 27 novembre). Tra i vari beni messi all’asta spicca un centro di soggiorno della superficie catastale complessiva di 28.693 metri quadrati in località Spedaletto (vicino a Fonteblanda, nella strada vicinale dei Bagnacci), che comprende una porzione di fondo rustico con sovrastanti fabbricati costituenti un centro aziendale: la cifra qui è sostanziosa: 2 milioni e 780 mila euro. Prossima seduta il 5 dicembre 2013. Nello stesso territorio un’altra porzione di fondo rustico di 16 ettari, rappresentato da un fabbricato residenziale su un solo piano fuori terra stimato per 375 mila euro. Insomma, la lista stilata dal tribunale di Grosseto è discretamente lunga; specchio di una crisi che si è fatta sentire anche nella bassa Maremma, anche ai danni di imprenditori. La partecipazione alla vendita giudiziaria, tra l’altro, è aperta a tutti e non è necessaria l’assistenza di un legale o di un altro professionista. Unica domanda che rimane è quella relativa alle finanze disponibili. Gli anni ’80, il periodo d’oro “immobiliare”, sono ormai lontani e non tutti hanno la stessa libertà liquida di allora. Come dimostrano le aste deserte.

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