Sicurezza
Addio Equitalia: per l’Imu c’è Investia all’orizzonte
A giugno del prossimo anno scade il contratto con la società nazionale E il Comune diventerà “esattore” appoggiandosi alla propria partecipata
GROSSETO. Cartelle Imu, Irpef o Tarsu. Andata in pensione Equitalia i cittadini di Grosseto - da giugno 2013 - si vedranno quasi certamente chiedere i tributi comunali da Investia: il Comune di Grosseto potrebbe avvalersi della sua società partecipata per esigere le imposte finora riscosse da Equitalia.
È l’ipotesi più probabile che serpeggia in questa sorta di “limbo” burocratico, nel quale gli enti italiani si stanno ingegnando per individuare chi (soggetti terzi o interni?) debba prendere le redini di Equitalia, il cui mandato (attualmente in regime di prorogatio) è ormai prossimo alla scadenza. Per la verità doveva concludersi il 31 dicembre prossimo, ma la scadenza è stata nuovamente posticipata di altri 6 mesi.
Il municipio grossetano può intanto rallentare la corsa per disdire il contratto con Equitalia e organizzarsi con calma trovando un altro esattore. Le strade possibili: fare una gara per scegliere un soggetto esterno iscritto all’albo dei riscossori; costruire una società propria e “internalizzare” il servizio con forze già esistenti. La giunta di Grosseto sta pensando alla propria srl Investia, costituita a settembre 2008 per gestire patrimonio comunale e servizi. Si tratta ora di ricevere il placet del consiglio comunale e dar forma al tutto.
«La nostra idea - spiega Paolo Borghi, assessore al bilancio del Comune di Grosseto - è di far fare a Investia quello che prima veniva fatto da Equitalia, nell’ambito di riorganizzazione delle società partecipate». Nessun soggetto esterno, né alcuna società da creare ex novo, insomma, ma una redistribuzione di compiti all’interno di quel che già c’è. Il progetto cullato in seno alla giunta comunale dovrà passare per il consiglio comunale, chiamato a discutere dei nuovi assetti delle municipalizzate. Naturalmente, nonostante il tempo non “stringa” più, la strada è lunga: il nuovo arrivato è in alto mare e l’idea, allo stato ibrido, deve prendere forma per bene: come si strutturerà a livello logistico è da vedere. «Per il personale - dice Borghi - cercheremo di fare con quello che abbiamo; valuteremo se è necessario convenzionarsi con uno o più avvocati, ma siamo nel campo delle ipotesi». Nel passaggio a Investia i costi non saranno comunque bassi. «Né credo che si risparmierà tanto, poiché paradossalmente - spiega Borghi - il Comune spenderà molto per la riscossione: emettere una cartella è molto costoso». Non è escluso che siano coinvolti i Comuni più piccoli della provincia di Grosseto con cui sono già in corso contatti. Loro stessi potrebbero appoggiarsi a Investia. « Noi la società già ce l’abbiamo - conclude l’assessore - Altri enti, magari più piccoli, dovrebbero inventarsela apposta, ex novo».
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