La terza via di Franci «Cambiamento sì, rottamazione no»
Il sindaco di Castel del Piano: «Basta saper poi governare» A Bersani: «Come rinnovare il Pd?». A Renzi: «Che idea ha?»
CASTEL DEL PIANO. Nella turbolenta scena politica contrassegnata dalla preparazione delle primarie del Pd, arriva dall’Amiata la formula della “rottamazione no, ma cambiamento sì”.
Con giudizio e riflessione. Questa la sintesi del sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, che sembra far parte di una buona fetta di democratici di sinistra dell’Amiata, da sempre ricco serbatoio di voti del centro-sinistra, che comincia a posizionarsi in maniera “moderata”, senza clamori e tifoserie.
Neppure in polemica aperta col comitato ufficiale pro Renzi, guidato dal presidente dell’Unione Franco Ulivieri, con al seguito nomi eccellenti e neppure una parola nei confronti del comitato spontaneo a sostegno del sindaco di Firenze capeggiato da Marcello Bianchini.
Si sono presentati sulla scena anche alcuni esponenti di Santa Fiora, dichiaratisi bersaniani, ma con domande pronte in tasca, in attesa di risposte esaurienti da parte del segretario Pd.
Adesso il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, con una storia politica di peso e una lunga esperienza di amministratore, sembra proporre una “terza via” (che appare simile a quella di Santa Fiora), che accomuna i “bersaniani disagiati” e i “renziani riflessivi”.
Franci osserva con forza che «per la prima volta, il Pd sulle primarie fa sul serio, con 3 candidati nella condizione di vincere. E in un momento - aggiunge Franci - in cui la crisi politica è alle stelle e la credibilità dei politici mai è stata così bassa.
Quindi bisogna cambiare?
«Se i candidati non si prefiggono di cambiare, si gira a vuoto. Per cui il mio appello è di scegliere senza tifoserie inutili, scegliendo sì il rinnovatore ma un rinnovatore che sia anche in grado di governare».
Insomma, niente rottamazioni? Parliamo di rinnovamento, cambiamento, tutto con giudizio. Nella corsa alle primarie, oltre il rinnovamento cosa peserà di più? E cosa vuol dire rinnovare?
«Nella campagna per le primarie non indifferente sarà la legge elettorale che verrà fuori. Perché bisogna capire se saranno premiate le alleanze fra partiti. Detto questo sono convinto che vincerà chi darà risposte alle metodologie di rinnovamento istituzionale e politico. C’è la crisi delle regioni, che non rispondono più alle esigenze di burocrazia snella, trasparenza e efficienza».
Poi, altra questione: risolvere la presenza invasiva, anche economica, dello Stato. «Bisogna rivisitare il ruolo dello Stato e delle regioni anche in vista del rafforzamento dell’Europa - dice Franci - Mi sembra che una bella fetta di Pd in Amiata sia bersaniano, ma con riserva».
Quale domanda farebbe a Bersani? E una per Renzi?
«A Bersani una parola chiara, ma chiara, su come intende rinnovare la classe dirigente e rompere col passato.
A Renzi chiedo qual è la sua idea progettuale vera e realistica del paese e del suo futuro, al di là dello slogan della rottamazione. Lei sindaco mi pare sia fra l’incudine e il martello… Credo che i renziani riflessivi e i bersaniani disagiati, alla fine potrebbero essere la stessa cosa e credo che in questa “mediazione” si potrebbe ricomporre un discorso unitario».
E per l’Amiata quali prospettive di rinnovamento? Come si posiziona la montagna rispetto a rottamazioni e a cambiamenti?
«Intanto la prossima tornata elettorale c’è un ricambio naturale. Ad Arcidosso, Castell’Azzara, Semproniano e Santa Fiora i sindaci finiscono il loro secondo mandato e dunque si cambia.
A Castel del Piano in questi anni abbiamo fatto crescere una generazione di politici giovani che sono in grado di poter guidare il timone. Questo mi ero prefissato e lo abbiamo fatto.
Ma a Castel del Piano, lei potrebbe, volendo, essere sindaco per la seconda volta. Passa il testimone?
«Se si invocherà un ricambio, non sarò certo io ad impedirlo».
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