Il Tirreno

Grosseto

Costa d’Argento, tassa delle polemiche

di Sabino Zuppa
Costa d’Argento, tassa delle polemiche

Tre Comuni, tre politiche sull’imposta di soggiorno. Orbetello la introdurrà, l’Argentario e Capalbio no: «Ci penalizza»

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ORBETELLO. In un territorio come la Costa d’Argento, dove il turismo genera la maggior parte del reddito della popolazione, la questione della tassa di soggiorno è un argomento tanto temuto quanto importante. Se poi, come si preannuncia per la stagione turistica 2013, il solo Comune della zona sud che procederà alla sua applicazione sarà quello di Orbetello, mentre Capalbio e Monte Argentario con motivazioni differenti non lo faranno, la cosa assume connotazioni ancor più interessanti, con le strutture turistiche presenti sul territorio lagunare che saranno svantaggiate dal punto di vista “concorrenziale” rispetto ai colleghi dell’Argentario e della piccola Atene.

Le situazioni oggettive sono certo diverse, a partire soprattutto dai problemi di bilancio che hanno visto il Comune orbetellano particolarmente penalizzato dalle direttive statali in materia di Imu e trasferimenti: anche la distribuzione territoriale delle aziende alberghiere ed extra-alberghiere evidenzia molte più realtà all’interno del territorio orbetellano dando forse un maggior senso alla sua applicazione rispetto a Capalbio e all’Argentario dove i posti letto disponibili sono minori.

Proprio Arturo Cerulli è il primo a segnalare questo problema trovando però una nuova soluzione per le sue finanze: «Noi non applicheremo la tassa di soggiorno perché le strutture alberghiere del nostro Comune non sono molte e il flusso economico generato non sarebbe rilevante», spiega Cerulli. «Pur essendo in una situazione in cui lo Stato ci costringe a tassare per far quadrare i bilanci, l’introito di tale tassa avrebbe il solo effetto di danneggiare i pochi albergatori del nostro territorio. Piuttosto sto pensando a una tassa sui pullman che parcheggiano a Porto santo Stefano, e che causano molti problemi di parcheggio per la popolazione locale senza portare nessun guadagno».

Anche Luigi Bellumori, sindaco di Capalbio, sembra essere in sintonia con il collega argentarino e conferma il suo diniego a tale balzello: «È già dalla scorso anno che la nostra amministrazione ha deciso di non applicare la tassa di soggiorno, soprattutto per non penalizzare le strutture turistiche del nostro territorio. Gli effetti negativi - continua Bellumori - sarebbero di due tipi: in primis penalizzerebbero gli imprenditori che sarebbero anche colpiti dall’aumento della burocrazia all’imposizione, e in secondo luogo sarebbero penalizzati tutti i villeggianti perché sarebbero costretti a sostenere un costo aggiuntivo non desiderato. Se, come tutti dicono, Capalbio è il Comune dei personaggi famosi e benestanti, allora agiremo tramite l’addizionale Irpef che andrà così a colpire i redditi di coloro che hanno maggiori possibilità».

Orbetello invece, come già anticipato durante l’estate, sta pensando a come procedere per l’applicazione della tassa di soggiorno: «Attualmente ci stiamo occupando dell’istituzione dell’Osservatorio turistico comunale - dice Marcello Stoppa, assessore al turismo lagunare - che è un organismo previsto per legge e propedeutico all’introduzione della tassa. Peraltro la IV commissione della Provincia ha invitato tutti i Comuni a fare delle scelte omogenee in modo che non ci siano grosse differenze tra territori contigui: per questo abbiamo ancora bisogno di qualche tempo per la definizione dei particolari sulle tariffe d’imposizione che, ad inizio anno, dovrebbero essere pronte per permettere agli operatori di introdurle nei loro listini».

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