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«Carrozzina speciale attesa da dicembre»

GROSSETO. Una signora anziana affetta da Sla (sclerosi laterale amiotrofica), la richiesta di una carrozzina speciale adatta alle sue esigenze presentata all’ufficio protesi di via Don Minzoni il 19...

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GROSSETO. Una signora anziana affetta da Sla (sclerosi laterale amiotrofica), la richiesta di una carrozzina speciale adatta alle sue esigenze presentata all’ufficio protesi di via Don Minzoni il 19 dicembre dell’anno scorso e una figlia esasperata che dopo mesi di attesa si rivolge al Tirreno per sapere perché la carrozzina a sua madre ancora non è stata consegnata.

«Mia madre – spiega la nostra lettrice, Lia Pepi – è stata ricoverata quasi due mesi a Pisa tra dicembre e gennaio scorso per le conseguenze invalidanti di questa patologia. In particolare le è stato applicato il sondino della Peg per poterla nutrire e ha subito la tracheotomia per poter essere attaccata a un respiratore artificiale. Lì a Pisa i medici mi hanno indicato questa carrozzina di cui poteva aver bisogno una volta tornata a casa». La richiesta viene presentata in via Don Minzoni il 19 dicembre. «Successivamente – dichiara la signora Lia – mi sono informata più volte per sapere quando mi sarebbe stata consegnata ma ogni volta cambiava il tipo di risposta che ricevevo. Una volta doveva essere fatta la gara d’appalto, un’altra la carrozzina non era ancora disponibile: insomma, mai una spiegazione univoca di cosa fare e dei tempi di attesa».

Finché venerdì la signora va di nuovo in via Don Minzoni e, riferisce al Tirreno, ottiene un’ulteriore risposta, diversa dalle precedenti, che la lascia sconcertata. «Mi hanno detto che la mia richiesta non era stata accolta perché mia mamma aveva già a disposizione in casa un altro tipo di carrozzina e che c’era bisogno di un’ulteriore visita a domicilio».

Sul mancato accoglimento della domanda e sulla necessità della visita la Asl 9 precisa quanto segue, sulla base di una prima ricostruzione del caso e riconoscendo che può esserci stato un difetto di comunicazione tra le parti. Due le precisazioni in particolare: «Non è vero – fa sapere la Asl - che la richiesta per la madre della signora è stata respinta per le motivazioni indicate dalla figlia. Quanto alla visita il distretto di Grosseto ha già in programma per i prossimi giorni di mandare al domicilio della signora una Uvm (unità di valutazione multidisciplinare, una sorta di task force di specialisti e operatori, ndc) insieme a un neurologo che verifichi se l’ausilio prescritto nel dicembre 2011 (e che tecnicamente non è una carrozzina ma un “seggiolone polivalente”) sia ancora appropriato rispetto alle attuali condizioni di salute della paziente o se non sia piuttosto necessario un diverso tipo di ausilio». Un passaggio reso necessario dalle caratteristiche degenerative della patologia per valutare se la prescrizione del seggiolone polivalente fatta circa dieci mesi fa sia ancora adeguata alle necessità della signora o se serva qualcosa di ancora più specifico. «Nessuno può risolvere i problemi miei e di mia madre con cui ormai vivo giorno e notte – chiosa amareggiata Lia Pepi – ma tutto ciò che può essere fatto per alleviare le nostre sofferenze e che è nel diritto di mia madre avere voglio che sia fatto. A volte sembra proprio che oltre che con la malattia bisogna combattere anche con la burocrazia».

Sara Landi

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