Toscana
Ordine tassativo: «Trovate cinque milioni»
Patto di stabilità a rischio: il Comune impone a tutti i suoi dirigenti di “dare la caccia” ai debitori
GROSSETO. Cercansi cinque milioni di euro disperatamente: tanti, infatti, sono i soldi che servono al Comune di Grosseto entro il 31 dicembre di quest’anno per non sforare il famigerato Patto di stabilità. Una cifra enorme, sulla quale c’è poco da scherzare. Come ha chiarito la giunta comunale, licenziando – martedì scorso – una delibera una delibera che dà «preciso mandato ai dirigenti di accelerare tutti i processi necessari per riscuotere i crediti di rispettiva competenza e responsabilità in conto capitale, completando con priorità assoluta rispetto alle altre attività la redazione e trasmissione delle rendicontazioni ai soggetti finanziatori (regione, Fondazioni, soggetti terzi etc.), l’escussione di polizze fidejussorie a garanzia dei crediti verso soggetti privati, la riscossione in genere delle partite attive utili ai fini del computo dell’obiettivo del Patto».
L’intera macchina amministrativa, insomma, da qui a San Silvestro sarà impegnata a “inseguire” i debitori privati e a marcare stretto i finanziatori (pubblici e non) che hanno garantito contributi ma ancora non li hanno versati. “Sporchi e subito”, questi cinque milioni devono entrare in cassa.
Sporchi perché l’operazione non è indolore, specie di questi tempi. «Già da giugno – spiega l’assessore al bilancio Paolo Borghi – abbiamo bloccato i pagamenti in conto capitale». E questo, per le imprese creditrici, nel pieno della crisi è un colpo durissimo.
«Vero – conferma Borghi – ma è inutile ricordare come tutta questa situazione sia causata dai tagli devastanti del governo centrale. Sottolineo poi come a differenza di altri noi non risparmiamo sui servizi essenziali, a cominciare dal sociale. E infine è bene ribadire quanto grave sia il danno causato dallo sforamento del Patto: assunzioni bloccate, divieto di accendere mutui per opere pubbliche....». Insomma, una mezza paralisi per l’Ente.
Dunque caccia al tesoretto. Ma da dove si tirano fuori, tutti questi soldi? In gran parte dai “debitori pubblici”. In primis la Regione, che deve ancora saldare il cofinanziamento per l’asilo di via Mozambico (250mila euro) e per la rotatoria di via Mascagni (140mila); ma che dovrebbe anche riconoscere un milione al Comune di Grosseto come aiuto in seguito all’incendio della Pineta di Marina. C’è poi Acquedotto del Fiora, che deve sborsare 1 milione e 600mila euro per il depuratore di Braccagni, mentre la sua “costola” Fiora Reti (oggi in liquidazione) ne deve 600mila per il palazzetto di via Mameli. Un milione si spera di incassarlo assegnando una serie di lotti Pip fermi da tempo, 600mila da Fondazione Mps come prima rata di erogazioni (mai completate) per varie opere pubbliche.
Basta far due conti e si vede che va davvero “razzolato” tutto. E poco importa che spesso i debitori navighino in acque ancora peggiori del Comune. Quella dei bilanci ormai è una guerra. Mors tua, vita mea...
Emilio Guariglia
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