Il dolore
La scuola è scesa in piazza contro tagli e aule fatiscenti
GROSSETO. Piazza Dante come novanta altre piazze in tutta Italia. È successo ieri mattina grazie all'adesione della Rete degli Studenti medi di Grosseto alla mobilitazione studentesca nazionale che...
GROSSETO. Piazza Dante come novanta altre piazze in tutta Italia. È successo ieri mattina grazie all'adesione della Rete degli Studenti medi di Grosseto alla mobilitazione studentesca nazionale che ha visto ieri il mondo della scuola scendere in piazza contro i tagli del governo.
«Siamo scesi in piazza pronti a sfidare anche la pioggia - spiega per la Rete Alessio Gallotta - per farci sentire e portare al centro dell'attenzione le nostre problematiche». Il tutto nel segno della manifestazione assolutamente pacifica (come è stato del resto in tutto il Paese), sia nella fase del corteo, con partenza dalla Cittadella dello studente, che nella fase del successivo dibattito in piazza.
Tanto che uno degli slogan più scanditi dagli studenti grossetani e più usati anche negli striscioni durante la manifestazione di ieri mattina è stato “Ciao mamma, guarda come manifesto”, parafrasando una vecchia canzone di Jovanotti.
«Lo abbiamo scritto e gridato tante volte - spiega Gallotta - per dire che noi studenti ci siamo ancora, vogliamo contare qualcosa ed essere ascoltati». Tra le rivendicazioni portate in piazza anche a Grosseto dal sindacato studentesco la necessità di tornare a investire sulla scuola, l'università e la ricerca anziché continuare con la politica dei tagli lineari e la critica radicale al disegno di legge Aprea che tra le altre cose prevede l'ingresso dei privati nella gestione delle scuole e la scomparsa di rappresentanze di studenti e genitori negli organi scolastici.
Invocato anche il paragone con gli studenti europei, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dell’edilizia scolastica. «L'Europa non ci chiede solo rigore e tagli ma anche una scuola diversa e di qualità e la manifestazione nazionale del 12 ottobre della Rete degli Studenti medi è stata pensata proprio per riaffermarlo. Vogliamo infrastrutture adeguate e non edifici fatiscenti».
E, facile intuirlo dalle parole degli studenti, la stagione delle proteste e dei cortei è appena cominciata.
Sara Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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