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Grosseto

«L’incontro con Claudia? Sì»

«La signora Claudia vuole incontrare Matteo? Qui? Mi sembra una richiesta corretta, si può fare. Ne parleremo con lui. È una richiesta che prenderemo con la dovuta attenzione, senza superficialità»....

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«La signora Claudia vuole incontrare Matteo? Qui? Mi sembra una richiesta corretta, si può fare. Ne parleremo con lui. È una richiesta che prenderemo con la dovuta attenzione, senza superficialità». A parlare così è Giovanni Mazzi, responsabile dei giovani della comunità Exodus di Milano dove Matteo Gorelli è ai domiciliari da poco meno di un mese. Mazzi spiega che Gorelli sta lavorando bene, in un percorso articolato in due fasi: il lavoro manuale e la rieducazione, quest’ultima con un programma di incontri con gli specialisti. Al termine della fase di valutazione, che è ancora in corso, la comunità preparerà per Matteo un profilo personalizzato. Un profilo che prevederà la prosecuzione dei lavori manuali e che raffinerà il percorso di rieducazione. Mazzi ricorda che la comunità non sarà un modo per sfuggire alla pena e che il recupero non prevede l’oblio di ciò che è stato commesso. Ma in questo percorso è necessario tenere conto del fatto che l’aggressione è avvenuta da poco tempo. (a.f.)

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