Sicurezza
Il caso Brugi non si placa La giunta contro il Pd
Semproniano, per la maggioranza la consigliera è sempre irrispettosa. Respinta la connessione dell’atto vandalico davanti a casa con l’allontanamento dall’aula
SEMPRONIANO. La durissima guerra consumata nell’aula del consiglio comunale, ha varcato la soglia del palazzo, dove la consigliera di minoranza Brugi ha fatto risuonare il suo ormai famoso «ora mi sono rotta i…», la ciliegina sulla torta che le è costata l’allontanamento dall’aula. Presa di posizione della maggioranza e per contraltare quelle della stessa Brugi («lo rifarei», aveva dichiarato) e del gruppo Pd di Semproniano che l’ha difesa a spada tratta.
Ma la maggioranza non ci sta. Il sindaco Gianni Bellini e tutta la maggioranza stigmatizzano i comportamenti degli avversari, dipingendo un quadro di convivenza intollerabile. «Compiaciuta e soddisfatta dei suoi comportamenti maleducati e sgarbati, la Brugi questa volta ha superato il segno - incalzano Bellini e i suoi - infatti non sono solo frasi colorite quelle che durante questi anni il consiglio ha dovuto sopportare, ma è l’atteggiamento incivile e irrispettoso nei confronti dell’istituzione, e anche nei confronti delle persone che le siedono di fronte, offese e sbeffeggiate, interrotti dagli interventi a “gamba tesa” e dai toni esasperati, della Brugi».
Nell’ultimo consiglio, malgrado i numerosi richiami all’ordine da parte del sindaco, pena l’allontanamento dall’aula, la Brugi non ha sentito ragioni, ha continuato ad urlare e battendo le mani sul tavolo, ha invocato a gran voce e con fare goliardico che il consiglio votasse per la sua espulsione (ma secondo il regolamento basta lo decida il sindaco). In un ultimo atto di isteria, racconta la maggioranza, la Brugi ha dichiarato che tanto voleva andarsene.
«Che Luca Passalacqua, segretario del circolo Pd ne prendesse anche le difese, non ne avevamo dubbi; ma da qui ad affermare che la giunta “ha perso le staffe nel giorno del consiglio” ce ne passa. Dovevamo aspettare che qualcuno alzasse le mani?», chiede la maggioranza.
Che rigetta con forza l’ipotetica connessione fra l’atto vandalico perpetrato da ignoti, alla facciata della casa della Brugi e la partecipazione al consiglio comunale. «Questo collegamento è ancora oggi diffamatorio nei confronti della maggioranza; si parlò addirittura di un messaggio intimidatorio, di stampo mafioso. Si rammenta invece che il fatto non avvenne dopo un consiglio, ma dopo l’incontro politico, nei locali della Sala Italia, con il candidato alle elezioni provinciali, Lucia Matergi. Evitiamo, dunque, di coinvolgere il consiglio».
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