Il Tirreno

Grosseto

Caos Idroscalo: potrebbe ritornare al Demanio

di Sabino Zuppa
Caos Idroscalo: potrebbe ritornare al Demanio

Orbetello, secondo l’architetto Attolico non sono mai stati rispettati i termini del contratto d’acquisto. E per l’immobile lagunare si profila un futuro incerto

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ORBETELLO. La questione del recupero dell’Idroscalo di Orbetello torna alla ribalta del dibattito lagunare, e dopo i botta e risposta dei politici e degli amministratori che si sono succeduti negli ultimi 10 anni, stavolta è un tecnico, l’architetto Michele Attolico, a rendere un po’ più chiaro il destino di uno spaccato di storia orbetellana.

Contrariamente ai proclami di chi ha imputato ritardi alla burocrazia o di chi ha assicurato che le soluzioni si troverebbero tra gli strumenti urbanistici, l’Idroscalo, se non verranno rispettati i termini dei contratti, potrebbe tornare di proprietà del Demanio il 13 luglio 2013.

L’architetto orbetellano segue da 40 anni lo sviluppo urbanistico lagunare, sia per attività privata che per incarichi avuti negli anni dall’amministrazione stessa, dunque conosce tutte le clausole riguardanti la compravendita voluta in primis dall’ex sindaco Adalberto Minucci e poi perfezionata, a prezzo stralciato ma con chiaro fine pubblico, dalla destra di Rolando Di Vincenzo. «So che nel 2003 il Comune di Orbetello acquistò dal Demanio l’immobile dell’Idroscalo con i suoi fabbricati (circa 34.000 metri cubi) e aree per un prezzo di 1 milione 136 mila euro da pagare in 10 rate - spiega il professionista - Le clausole cui ottemperare, oltre a quelle del pagamento in tempi corretti, erano che l’uso doveva essere esclusivamente pubblico, oltre a una serie di destinazioni da compiersi nell’arco dei 10 anni successivi: l’apertura delle aree demaniali, la riqualificazione delle fortificazioni spagnole, la valorizzazione storico culturale del parco delle Crociere, la creazione del parco pubblico attrezzato nonché del centro ricerche dell’ecosistema lagunare. In seguito con un altro atto il Comune di Orbetello acquista nel 2005 anche la Fortezza Guzman comprendente la storica Rocca e Porta Nova per un importo, anch’esso di favore, pari a 1 milione con nuove clausole tra le quali il reperimento di 9 alloggi per il personale del ministero entro il 31 ottobre 2008, la realizzazione di una sede museale comprendente il museo degli idrovolanti, alloggi di servizio, centro informazioni, due polveriere spagnole visitabili all’interno di un percorso storico culturale». Dunque, regole ben precise che non sono state rispettate e per le quali non appare nemmeno a breve nessun indizio che lasci pensare a una loro soddisfazione: il risultato è un degrado sempre più evidente che si accompagna, secondo Attolico, con alcune incongruenze urbanistiche: «Sono state inserite nel regolamento urbanistico vigente destinazioni incompatibili con gli impegni presi: attualmente nella Rocca si prevedono 20 appartamenti privati e al bastione Guzman la dismissione dell’asilo Consani con la trasformazione in ulteriori 6 alloggi privati. In pratica una destinazione a uso privato di monumenti di chiara evidenza storica, tra l’altro non consentita dal fine di uso pubblico che era alla base iniziale di tutti e due i contratti di compravendita». Ora la scadenza è vicina e una soluzione si potrebbe trovare: «Credo che sia opportuno - prosegue l’architetto - esercitare sulle aree un’immediata manutenzione, soprattutto del verde, che consenta l’ottemperanza di quanto richiesto dal Demanio. Quanto alla clausola degli alloggi nessuno vieta di trovarli in affitto nel mercato privato con il Comune che potrebbe finanziare la differenza rispetto ai valori di equo canone che verrebbero comunque pagati da altri. Nel frattempo ci si dovrebbe attivare con gli enti pubblici di qualsiasi natura per il recupero di un’area monumentale così vitale per la città e renderla finalmente fruibile alla popolazione».

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