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Tioxide: un altro anno a passo di lumaca

Tioxide: un altro anno a passo di lumaca

Il vicepresidente Anderson visita l’impianto, Marras e Bizzarri «moderatamente ottimisti»

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SCARLINO. La produzione nella Tioxide di Scarlino andrà a «marcia ridotta» anche nel 2013. Lo ha detto il vicepresidente del gruppo Huntsman Scott Anderson, giovedì in visita all’impianto, di fronte ai lavoratori e alle autorità locali. Nel medio periodo la produzione di acido solforico andrà avanti ancora con soli due forni, a meno che la situazione non peggiori. Non migliori, peggiori. E questo la dice lunga sulla crisi generale che attanaglia il settore. Le rus esprimono quindi forti preoccupazioni, senza nascondere che ci sarebbero «grosse difficoltà ad affrontare un altro anno di crisi dopo questo 2012», per usare le parole del delegato Marcello Stella. Ma allo stesso tempo Anderson ha anche garantito che gli investimenti sull’impianto scarlinese sono confermati e che c’è la volontà di portare in fondo i progetti avviati. Per questo il sindaco Maurizio Bizzarri vede il bicchiere mezzo pieno dopo l’incontro, parlando di un «moderato ottimismo». «Quando la produzione alla Tioxide andava bene, la società ha scelto di non assumere nessuno. Ora invece che le cose non vanno così, chiediamo di avere pazienza e non infierire sul personale». È quello che hanno detto a lunghe linee il presidente Leonardo Marras e Bizzarri ad Anderson. Perché l’orizzonte nell’impianto del Casone è tutt’altro che limpido, stando alle previsioni. Nel 2013 non si prevedono miglioramenti sul mercato e quindi l’attività andrà avanti ancora a marcia ridotta. La linea di produzione dell'acido solforico si baserà su due forni, lasciando spento il terzo, fermo già dall’inizio dell’estate. Tutto questo se la situazione non peggiorerà: se la domanda scenderà ulteriormente, infatti, di lavoro alla Tioxide ce ne sarà sempre meno. «Siamo molto preoccupati. – Stella, membro delle rsu – Una volta esaurite le ferie, occorrerà capire quali ricadute ci saranno a livello occupazionale. Per questo avremo un confronto con la proprietà per stabilire in che termini l’attività sarà a “marcia ridotta”». Stella lo dice chiaramente: «se la Tioxide chiude, ci saranno ripercussioni su tutto il polo chimico e sulle aziende dell’indotto. Su queste soprattutto, visto che hanno meno possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali». Una situazione delicata, che unisce i lavoratori. «La crisi è forte, per questo esprimiamo la nostra solidarietà ai dipendenti della Lucchini e di tutto il grossetano» continuano le rsu. D’altro canto però, Anderson ha portato anche rassicurazioni. «L’impianto scarlinese è importante per il gruppo e i suoi prodotti di alta qualità» ha detto, confermando anche i 36 milioni di dollari di investimento promessi a luglio. Per questo nel prossimo convegno della Huntsman a Houston spingerà per portare avanti i progetti in Europa. Tra cui quello scarlinese per l’impianto di solfato, utile anche per smaltire i gessi (scarti di produzione), per cui questa mattina è stata convocata la conferenza dei servizi. «Per qualche anno ancora potranno essere smaltiti nella discarica di Montioni – spiega Bizzarri – Poi dovremo trovare un altro sito. Comunque ci sono anche altri metodi: ad esempio un’azienda di Roccastrada ha interesse a smaltirli». Il sindaco comunque è ottimista, moderatamente. «Sono un paio d’anni che Anderson fa visita all’impianto: significa che segue con interesse la situazione». (a.f.)

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