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persone scomparse

Più pianificazione nella ricerca

Più pianificazione nella ricerca

Firmato in prefettura il protocollo tra i soggetti coinvolti

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GROSSETO. Sono ancora 23, in provincia di Grosseto, le persone scomparse dal 1974 a oggi, che ancora non sono state ritrovate. Nello stesso periodo sono state 202 le denunce per scomparsa di persona, dunque una percentuale di successo, nelle ricerche, più alta della media italiana (85.195 persone ritrovate su 110.107 scomparsi) e toscana (4.450 su 5.482), ma «anche se la percentuale è migliore – dice il prefetto di Grosseto Marco Valentini – è del tutto evidente che non sempre le ricerche hanno successo».

Proprio per tentare di aumentare le chance è stato concordato, con le forze di polizia, i vigili del fuoco, il soccorso alpino, l’Asl 9, la capitaneria di porto, e l’associazione nazionale delle famiglie e degli amici delle persone scomparse “Penelope” Onlus, un accordo per la pianificazione territoriale per la ricerca di persone scomparse che è stato firmato ieri mattina in prefettura. Una pianificazione che persegue un duplice obiettivo, quello di «far sì che tutti i soggetti – spiega Valentini – abbiano chiaro da subito quali sono i loro compiti, in modo da ridurre al massimo i tempi di intervento, senza bisogno di fare riunioni», ma anche quello di ottimizzare le risorse in campo, cosa che in tempi di spending review non guasta.

Alla prefettura il ruolo di coordinamento generale degli interventi, ma ognuno dei soggetti chiamati a intervenire sa già qual è il suo ambito. Tre i possibili scenari di intervento definiti dal piano. Innanzitutto il centro urbano e gli insediamenti abitativi, produttivi, di servizio o infrastrutturali. In secondo luogo le zone rurali o quelle impervie, che presentano particolari difficoltà di accesso e di esplorazione, come la montagna, le grotte, i laghi o i fiumi. Terzo scenario, le zone marittime.

Il piano definisce, poi, le fasi operative, dalla denuncia di scomparsa fino alla sospensione o alla chiusura delle ricerche, e definisce anche chi coordina le operazioni nei vari scenari: le forze di polizia nell'ambiente urbano, una struttura tecnico operativa formata dal Ros dei vigili del fuoco e dal responsabile del soccorso alpino e speleologico, e nelle zone marittime le capitanerie di porto di Piombino e Porto Santo Stefano.

Il prefetto ha anche ricordato che in Parlamento sta per essere approvata una nuova legge sulle persone scomparse che, tra le altre cose, prevede l'obbligo di denuncia della scomparsa da parte di chiunque ne sia a conoscenza e anche l'obbligo, per le forze dell'ordine, di attivarsi subito senza aspettare le 48 ore di prassi. Prevede inoltre la registrazione immediata del dna dello scomparso per evitare ai familiari i penosi viaggi di riconoscimento che si ripetono ogni volta che viene ritrovato qualcuno.

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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